Archive | febbraio, 2012

I DIAVOLI DI SAN DEMETRIO CORONE

I DIAVOLI DI SAN DEMETRIO CORONE

Posted on 20 febbraio 2012 by admin

SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Da mezzogiorno di martedi 21 febbraio e fino a sera, il paese sarà in mano a una banda di figure impressionanti, coperte di puzzolenti pelli di pecore e capre, trasgressive al massimo e il volto imbrattato di nero. Trascinando rumorose catene, scorazzeranno per tutto il centro abitato in cerca di offerte in denaro e vivande, urlando e impaurendo i passanti. Grave errore è opporsi e cercare di allontanarle quando bussano nelle case.  Meglio prenderle con le buone, offrendo loro qualcosa, e comunque sempre fuori della porta.

Sono i diavoli del martedì di Carnevale, figure storiche di questa festa a San Demetrio Corone, capaci di suscitare ancora curiosità tra i grandi e paure nei più piccoli, e il loro arrivo è anticipato da lamenti impressionanti e fragorosi rumori di  catene e campanacci.

Mbulli deren, se jan’e arrevonjin djelzit“  (Chiudi la porta, stanno arrivando i

diavoli). Era la divertente raccomandazione spesso lanciata dai residenti nei rioni del centro storico, oggi sempre più spopolato. Se, infatti, si commetteva l’imprudenza di farsi sorprendere con la porta di casa aperta al loro passaggio, cacciarli dalla abitazione non era cosa da poco.

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IGROTERMICHE INTELLIGENTI PER I CENTRI STORICI MINORITARI

IGROTERMICHE INTELLIGENTI PER I CENTRI STORICI MINORITARI

Posted on 19 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Fare architettura è il mestiere che richiede conoscenza multidisciplinare radicalmente completa, specialmente quando si va a opera all’interno di centri storici contestualizzati da popoli  minoritari.

Questi centri, oltre a contenere le diversità autoctone avvolgono ritualità che sono tipiche solo di quell’etnia.

In questi casi bisogna conoscere, storia usi e costumi, elementi che segnano ulteriormente i luoghi rispetto alle aree di espansione o di centri storici degli agglomerati delle città, dove i volumi edilizi consentono di operare in contesti più flessibili.

Portare in questi preziosi ambiti gli standard ambientali, qualitativi, estetici, tecnici e di benessere con tecnologie ed impianti  altamente qualitativi non è impresa che trova metodiche di facile attuazione.

Il recupero e la riqualificazione di questi siti non esula dalla ricerca di soluzioni di progetto mirate a delineare strategie di tipo eco-compatibile, che garantiscano un elevato livello di qualità della vita, e al contempo la salva­guardia degli elementi ambientali, biotici e abiotici.

Spesso i metodi adottati per il restauro dei centri antichi, ed in modo particolare quelli minoritari, utilizzano sistemi e pro­dotti molto innovativi, ma non altrettanto rispettosi dell’adatta­mento con le architetture autoctone che caratterizzano i siti. Continue Reading

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GLI ECHI CALABRESI SONO ARBËRESHË

GLI ECHI CALABRESI SONO ARBËRESHË

Posted on 12 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Egregio Presidente della Regione Calabria, mi rivolgo a lei in quanto figura istituzionale, preposta, secondo l’art. 121 della Costituzione, a rappresentare la regione, dirigere la politica della giunta ed esserne il diretto responsabile.

A tal proposito le vorrei sottolineare la vicenda che si è venuta a delineare in queste ultime settimane e che ha portato agli onori dei mas media la Calabria intera.

Una singolare vicenda che vede i minoritari protagonisti ha creato sconcerto e perplessità da parte di tantissimi calabresi, essi, a tal proposito non si immaginavano che la storia della regione potesse essere modellata a piacere.

Lei in quanto Presidente della Regione Calabria è anche la figura che deve preservare e proteggere, affinché non vada smarrito, tutto il patrimonio di cultura e storia di cui la nostra terra è intrisa.

La comunità albanofona residente nella sua regione, conserva un tesoro inestimabile fatto di operosità, cultura, scienza e di vite offerte alle tante cause che il meridione ha dovuto sopportare prima di trovare in idoneo assetto politico ed economico.

Con il suo insediamento, dopo anni di strane e singolari vicissitudini, noi arbëreshë ci saremmo aspettati un idoneo rilancio utile all’intero indotto regionale, attraverso la diversità culturale, linguistica e religiosa dei minoritari di origine albanofona. Continue Reading

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NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.

NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.

Posted on 10 febbraio 2012 by admin

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Comitato di Latina; La Provincia di Latina

in collaborazione con:

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione, Archivio di Stato di Latina Ufficio Scolastico Regionale


Organizza la mostra dal titolo:

NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.


Dirczione scientifica: Aldo Di Biasio, Fausto Orsini, Pier Giacomo Sottoriva

Elaborazioni grafiche: Livio Pizzi

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PER I PAESI ARBËRESHË DEL VULTURE RICHIESTA DI PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI CALAMITÀ NATURALE

PER I PAESI ARBËRESHË DEL VULTURE RICHIESTA DI PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI CALAMITÀ NATURALE

Posted on 08 febbraio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Con lettera inviata al presidente della Giunta Regionale, al Prefetto ed al presidente della provincia di Potenza,L’Amministrazione Comunale di Barile, viste le intense nevicate che perdurano già da alcuni giorni e che hanno interessato l’area nord Basilicata e l’intera Regione, chiede, con la presente, lo stato di calamità naturale. Ecco il contenuto del fax inviato a firma del Sindaco dott. Giuseppe Mecca: “La nostra Amministrazione ha prontamente attivato il Piano Neve e con nota trasmessa alla Regione Basilicata, alla Provincia di Potenza ed alla Prefettura ha chiesto l’intervento della Protezione Civile. Per quanto sopra si ritiene necessario che il Presidente della Regione Basilicata possa assumere, il più rapidamente possibile, tale decisione atteso che gli ingenti danni al pubblico e privato patrimonio già subiti rischiano di aggravarsi notevolmente nelle prossime ore e compromettere anche la sicurezza dell’intera comunità che già vive momenti di grandi difficoltà. Le problematiche indotte dalle condizioni metereologiche che gravano sul nostro territorio, di carattere eccezionale, impongono provvedimenti ed interventi urgenti e di conseguenza la richiesta al Governo dello stato di calamità naturale assume un’importanza fondamentale e prioritaria”. Mentre la situazione neve nell’altro centro arbereshe di Ginestra, dove sono caduti altri 30 cm di neve, pur non essendo drammatica, è al limite della sopportabilità. Il Sindaco, dott. Giuseppe Mecca ha organizzato un incontro con la protezione civile e la croce rossa italiana, per un paese costituito dalla maggior parte da anziani, nel quale si evince: “Il Sindaco, in qualità di massima autorità di protezione civile, visto lo stato di emergenza dichiarato dalla Prefettura, attiva con uomini e mezzi le associazioni presenti sul territorio: la Croce Rossa per il servizio “Pronto Farmaco” e la Protezione Civile per richiesta di beni di prima necessità ed ogni eventuale esigenza si presenti di supporto alle attività comunali”. Intanto da tre giorni è rimasta bloccata la dottoressa di guardia medica, dopo il servizio di domenica notte, non ha potuto raggiungere la sede di Ripacandida, rimasta bloccata fino alla serata di martedì scorso. Attualmente è stata ospitata da una signora del posto ed è in attesa di essere prelevata dalle forze dell’Ordine per raggiungere la sede di lavoro. In fatto di viabilità, la provinciale n° 10 III tronco Ripacandida-Ginestra è stata riaperta dal Comune di Ripacandida con i mezzi a disposizione, l’impresa Di Felice con una grossa pala meccanica ha liberato la strada, in alcuni punti coperta due metri. Su questa strada vive una famiglia con una figlia bisognosa di cure, alla vista dei mezzi spartineve un sollievo per la famiglia Leopaldi. Sulla strada Ginestra-Venosa IV tronco sono all’opera dalle ore 13 due mezzi a disposizione della provincia, una terna munita di palla meccanica ed escavatrice ed un trattore con pala meccanica,  dopo due ore sono riusciti a “rompere” il tratto di strada più pericoloso dove si sono accumulati oltre due metri di neve. In serata raggiungeranno Venosa. Le scuole a Barile, Ripacandida e Ginestra resteranno chiuse fino a sabato prossimo.

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GLI ARBËRESHË SABATO 11 FEBBRAIO COMMEMORANO I DEFUNTI

GLI ARBËRESHË SABATO 11 FEBBRAIO COMMEMORANO I DEFUNTI

Posted on 05 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio PIzzi) – In tutte le comunità di etnia arbëreshë, legate ancora al rito greco-bizantino, i defunti sono commemorati nel mese che gli antichi greci chiamavano “antesterione”, nello specifico, il periodo dalla prima metà del mese di febbraio, in altre parole il sabato precedente la domenica di Carnevale, ovvero, quindici giorni antecedenti la Quaresima.

Quest’anno la ricorrenza coincide con Sabato 11 febbraio, ma  il rito ha inizio il mercoledì con l’accensione dei tradizionali lumini ad olio.

Piccoli contenitori cilindrici in terracotta o semplici bicchieri in vetro, vengono riempiti in parte con acqua e poi completati con parsimoniose quantità di olio d’oliva, la miccia (Fitìli), solidarizzata in un anello di sughero gli assicura l’adeguato galleggiamento, tale da avere la fiammella sempre nella parte più alta dell’invaso e diffondere  un’illuminazione costantemente uniforme.

Le donne arbëreshë nei giorni precedenti la ricorrenza con semplici e antichi rituali gesti, preparano un numero sufficiente di fitìli, idonei a coprire l’intero arco dell’evento.

Il lumino perennemente acceso garantisce la luce essenziale per i defunti, poiché  la credenza racconta che Gesù Cristo in quel giorno conceda il permesso alle anime di uscire dall’oltretomba e fare ritorno in superficie e aggirarsi nei contesti di vita terrena.

La commemorazione, nei paesi albanesi, assume le caratteristiche di una festa popolare, durante la quale i morti si uniscono ai vivi.

La funzione religiosa ha inizio la mattina di sabato 11 febbraio con la processione che si avvia dalla chiesa matrice e prende la via del cimitero, cantando i salmi in liturgia bizantina. Continue Reading

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IL DIRETTORE DELLE POSTE DI GINESTRA, VENENDO DA RIPACANDIDA, FA DA APRIPISTA SU QUESTA STRADA.

IL DIRETTORE DELLE POSTE DI GINESTRA, VENENDO DA RIPACANDIDA, FA DA APRIPISTA SU QUESTA STRADA.

Posted on 04 febbraio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Finalmente dopo la tempesta arrivano gli interventi. La macchina organizzatrice spartineve della Provincia e di alcuni Comuni del Vulture ha funzionato già dalla prima mattinata di sabato 4 febbraio, anzi già nella serata del 3 febbraio mezzi spargisale della Provincia sulla Barile-Ginestra-Venosa erano già in funzione. Probabilmente, quei pochi centimetri di neve, caduti nella mattinata di venerdì scorso, che hanno mandato in tilt la viabilità provinciale Barile-Venosa (l’intera arteria era uno strato di ghiaccio, molte veicoli si sono bloccati, in salita, a pochi metri dall’imbocco della  superstrada Potenza-Melfi ),nonostante le previsioni dei giorni scorsi avessero preannunciato l’arrivo della neve, basti citare che i primi mezzi spalaneve della Provincia si sono mossi dopo le 9 ( a Ginestra un mezzo è transitato verso le 9,30), sono serviti da lezione alla Provincia. In caso di emergenza neve non bisogna guardare l’orario, bisogna intervenire e basta. Così è successo nella prima mattinata del 4 febbraio, nonostante i circa 30 cm di neve, la superstrada Potenza-Melfi, per chi proveniva da Venosa e Ginestra (e sono tanti, in particolar modo i tanti operai della Fiat-Sata di San Nicola di Melfi),era raggiungibile senza particolari problemi. A Ginestra, coperta da oltre 30 cm di neve, non si sono verificati problemi particolari, il direttore dell’Ufficio Postale,Mario Santomauro di Ripacandida, alle 7,30 ha aperto l’ufficio,garantendo il servizio pensione ai numerosi anziani del paese (che nonostante il freddo e la neve si sono presentati numerosi) ed anche il servizio Bonus Idrocarburi. Ha raggiunto Ginestra con la sua Panda 4×4, facendo da apristrada su questa arteria che in alcuni punti, in  contrada La Macchia, zona esposta ai venti, la neve accumulata raggiungeva anche i 50 cm, in quanto il mezzo spargisale della Provincia non era ancora transitato sulla Ripacandida-Ginestra. Quest’ultima strada sembra sia stata liberata dal mezzo comunale di Ripacandida, che ha liberato le strade interne anche del paese. Così anche a Ginestra, un trattore equipaggiato come spartineve, nelle prime ore del giorno ha liberato le strade principali del paese. L’unico problema, creato dalla notevole quantità di neve caduta, sulla strada che conduce al cimitero, i tanti rami spezzati dei pini che abbondano su questa strada (vedi foto). Le scuole di Ginestra, Ripacandida e Venosa sono rimaste chiuse con ordinanza del Sindaco.

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LA GRAMMATICA DELL’ARCHITETTURA

LA GRAMMATICA DELL’ARCHITETTURA

Posted on 01 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Oggi identificare gli arbëreshë, minoranza etnica che dal 1470 trovò rifugio nel meridione d’Italia, è abitudine associarli alla gjitonia, ai costumi, ai canti, al rito religioso oltre alle parlate tipiche.

Gli elementi identificativi il più delle volte sono stati studiati estrapolandoli dai contesti territoriali e dagli agglomerati urbani.

Delineando così tracciati storici ideali che non collimano con il territorio, producendo stereotipi che ciò nonostante vengono ritenuti i più precisi.

Il fenomeno ha prodotto storia associata a favole, canti e danze, ritenendo secondari i riferimenti dei territori dove gli arbëreshë hanno trovato accoglienza e quelli d’Albania che dovettero abbandonare.

L’unico letterato che utilizzò una metodica secondo i canoni ideali di ricerca fu Pasquale Baffi, che nel trattato pubblicato dal cugino A.M. nel 1807, rileva idoneamente le origini grammaticali e sociali con i quali gli albanofoni erano vissuti e avevano parimente configurato in terra italiana.

In oltre agli inizi del 1900 furono trascritte e date alle stampe, le regole ben definite e solidamente acquisite, cui la minoranza fu assoggettata per secoli.

Esistono dodici capitoli che regolano la vita sociale, agricola, economica e politica, anche oggi, un attento arbëreshë, che rilegge quei testi, individua negli episodi di vita quotidiana dei siti albanofoni, gli antichi dettami.

Il tentativo di mettere a confronto il Baglivo con la Kaliva ha prodotto equivoci e perplessità, invece ritengo che esse siano i canali attraverso cui incominciare a definire lo spazio pubblico e quello privato.

L’urbanistica e l’architettura, sono  ritenute, le uniche pietre miliari certe, per individuare gli elementi identificarivi di un popolo, ciò nonostante non sono stati ritenuti idonei  per l’etnia degli arbëreshë. Continue Reading

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