Archive | gennaio, 2019

CRONACA DELLA MIA VITA IN GRIGIOVERDE (di Adriano Mazziotti)

CRONACA DELLA MIA VITA IN GRIGIOVERDE (di Adriano Mazziotti)

Posted on 15 gennaio 2019 by admin

 

Cronaca della mia vita in GrigioverdeNAPOLI  (di Atanasio Pizzi) – Il contributo di una famiglia, cui si dovrebbe assegnare un’icona di rilievo nei trascorsi della Regione storica Arbëreshë. Una pagina di storia intensa e commovente, un tuffo, nei ricordi ancora vivi dei ieri vissuti intensamente, quando i nostri genitori, durante i gelidi inverni trascorsi davanti al camino mettevano in luce, nelle nostre menti, i loro patimenti in guerra e quelli dei loro cari in attesa. Storie di gioventù negata, progetti infranti e poi ricomposti, perché diventare subito uomini e imbracciare il fucile era il dovere imposto. La storia simbolo che ha coinvolto le famiglie italiane e arbëreshë, alcune meno fortunate, altre hanno dovuto superare le pene più profonde, prima di sentir scendere le lacrime di felicità.

 

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AVENDO AVUTO UN INVITO AD ASCOLTARE PER INTERVENIRE, VI INVIO QUANTO:

AVENDO AVUTO UN INVITO AD ASCOLTARE PER INTERVENIRE, VI INVIO QUANTO:

Posted on 10 gennaio 2019 by admin

AVENDO AVUTO UN INVITO AD ASCOLTARE PER INTERVENIRE, VI INVIO QUANTONAPOLI (di Atanasio Pizzi) –  RingraziandoVi per avermi incluso nell’elenco degli ascoltatori invitati, per l’incontro di sabato prossimo venturo, auspico nascano nuovi spunti, prospettive o rotte unitarie, per la sostenibilità delle “Minoranze Storiche Calabresi”

Tuttavia adoperarsi per la modificare le leggi di tutela delle minoranze alloglotte,  in armonia con quanto stabilito dal legislatore è una strada che ormai da oltre tre decenni non ha portato a un nulla di fatto, anzi, ha prodotto l’esatto contrario di quanto si voleva perseguire.

Non per una cattiva gestione delle risorse, né per analfabetismo storico, ma per l’innegabile risultato che si ottiene quando si esula dai protocolli di percorsi  identificati attraverso “Progetti”.

La posizione dello scrivente a riguardo è largamente diffusa, in quanto, sono ormai due decenni che  esorto a seguire la rotta “ del Progetto, che abbia come fine il riconoscimento della “Regione Storica Arbëreshë” e dei suoi solidi themi identificativi” secondo le disposizioni dell’Art.3 Comma 3 della legge 482/99.

Essa testualmente cita: Quando le minoranze linguistiche di cui all’articolo 2 si trovano distribuite su territori provinciali o regionali diversi, esse possono costituire organismi di coordinamento e di proposta, che gli enti locali interessati hanno facoltà di riconoscere. 

Allo scopo è indispensabile realizzare progetti attraverso l’ausilio di gruppi di lavoro scientifici ad hoc, su base di luogo, di tempo e di uomini, in tutto della storia;  modello già provato nella ricostruzione italiana del dopo guerra, specie quando si è dovuto tutelare la dignità di gruppi minori e le relazioni che essi avevano instaurato con le terre vissute.

Adoperarsi nel voler tutelare una minoranza abbarbicandosi a metodiche vetuste che utilizzano ancora oggi, arbëria, non è un buon inizio, in quanto occorre parlare di Regione Storica, Arbëreshë, Occitana e Grecanica, altri menti,  si approda nel buio più assoluto.

Per ogni minoranza storica, calabrese,  vanno fornite diplomatiche, in campo Sociale, Antropologico, Idiomatico, Religioso, Storico, Urbanistico, Architettonico oltre agli effetti che questi hanno prodotto nelle varie epoche  con il territorio, in poche parole identificare il “Genius Loci” di ogni macroarea, per poi confrontarle come le altre, di simili radici della Regione storica su citata, come ormai; un modello che seguo ormai da oltre tre decenni.

Solo indagando e confrontando quando pervenuto dai sapienti, lo storico può perseguire la via del “progetto di tutela”, altrimenti, si termina nel fare belle promesse, che non portano a nulla di fatto, anzi penalizzano addirittura i presidi nati con tutti i buoni propositi e terminati in seguito nel compromettere persino i codici e la rotta della minoranza, sia dal punto di vista laico e sia clericale.

Tuttavia, vorrei rilevare a quanti convenuti in questa manifestazione che stiamo trattando, di cinque insule diffuse; sedici macroaree, per un totale di oltre cento, agglomerati arbëreshe, gli unici che conservano molto più dei cinque secoli tanto decantati, in quanto la sua origine parte nel VI secolo D.C..

In ultimo, rileggendo la storia, non quella di parte ma quella stesa alla luce del sole, sorge spontaneo un dubbio: è opportuno rilanciare la regione storica, con le stesse diplomatiche che hanno relegato l’Albania così come appare ancora oggi?

Augurandovi buon lavoro,  Saluto a voi tutti!

Non come Storico! Ma semplicemente come l’Architetto Arbëreshe!

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