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LE MAGICHE SENSAZIONI DELLA VËLLAZËRIA DI KAZALLVEQI

LE MAGICHE SENSAZIONI DELLA VËLLAZËRIA DI KAZALLVEQI

Posted on 18 luglio 2017 by admin

LE MAGICHE SENSAZIONI DI FRATELLANZACASALVECCHIO DI PUGLIA  (KAZALLVEQI) – (di Atanasio Pizzi) – Ho accolto con entusiasmo l’invito Ing. Noè Andreani e l’Assessore, Arch. Nicola Orsogna, del Comune di Casalvecchio di Puglia (FG) (KAZALLVEQI), per fornire alla loro comunità elementi ulteriori del legame che il borgo del Subappennino Dauno ha con la Regione storica Arbëreshë.

Per tre giorni, dal quattordici al sedici di luglio, sono stato ospite, assieme a gruppi provenienti dall’Albania, dal Molise, dalla Calabria e dal Salento.

Arbëreshë divisi da oltre sei secoli di storia, rotte diverse che hanno avuto modo di intersecare e confrontarsi a Casalvecchio al fine di condividere Idioma, Metrica del canto, Consuetudine e Religione Greco Bizantina.

L’aver dialogato con rappresentanti istituzionali, ascoltato gruppi folk, provenienti da paesi del nord e dal sud d’Albania; incontrato i ragazzi e le ragazze che tutelano le eccellenze canore provenienti dalle macroaree del Pollino, del Limitone, del Biferno e della Sila Arbëreshë è stata la conferma che l’arberia non è stata assolutamente scalfita dal tempo.

Vero è che durante la passeggiata illustrativa all’interno dei rioni storici, riascoltare le Antichissime sonorità dei fratelli Albanesi; riverberate da quelle mantenute vive in terra italiana dalle comunità di Frascineto, Ururi e San Marzano, esaltate dalle coreografie delle ragazze e dai ragazzi di Santa Sofia, (i figli dei miei compagni d’infanzia) ha innescato i presupposti per risvegliare l’antico rituale di coesione sociale; la Gjitonia.

I Casalvecchiesi hanno contribuito indicando “la rotta” ai partecipanti e usufruire delle strade (Uhdat), delle strette vie (ruhat), delle piazzette (sheshet), delle similitudini toponomastiche, delle quinte degli elevati storici (Kaliva e Kisha); i rioni appellati secondo la consolidata consuetudine d’arberia, e per questo  hanno scosso gli animi dei partecipanti allargando la profondità degli orizzonti futuri e unire coralmente il vissuto di oggi con quello del passato.

Nel corso della manifestazione “ Vëllazëria Arbersesh”, percorrendo le vie del paese assieme a mia moglie, accompagnati dalle avversità metereologi simili a quelle di un anno solare; l’essere riconosciuti lungo le strade del centro antico dai suoi abitanti che si rivolgevano a noi in arbëreshë per salutarci e chiedere approfondimenti sulla loro storia, mi ha fatto rivivere sensazioni antiche identiche a quelle del mio paese; come quando prendevo la via serenamente per casa, perchè atteso dai miei genitori.

Noè, Giovanni, Iolanda, Ulderiga, Nicola, Maria Giusy, Antonello, Graziella, Mario, Loris, Michele, Maria Grazia, i “Casalvecchiesi tutti” e gli ospiti partecipanti; a voi tutti rivolgo il mio personale (associato a quello di mia moglie Maria Palma) “GRAZIE DI CUORE” per avermi dato l’opportunità di rivivere l’armonia dei cinque sensi arbëreshe, (Gjitonia), associato all’amore e al rispetto, lo stesso che cerco di spiegare con le parole, a quanti si sentono arbëreshë e non hanno avuto la fortuna di incontrare i CasalVecchiesi di Puglia – Kazallveqi.

 

P.S.

Quando un’arbëreshë fiduciosa semina bene, ci vorrà del tempo ma il seme buono, alla fine darà i suoi frutti; chi avrà la fortuna di coglierli dovrà dire grazie alla sapienza di chi ha saputo scegliere il seme migliore.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         alla prof.  Filomena

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ALBANESI NEL MEZZOGIORNO E LA ROTTA ARBERESHE

ALBANESI NEL MEZZOGIORNO E LA ROTTA ARBERESHE

Posted on 13 maggio 2017 by admin

Arberia oggiBenevento ( Articolo Apparso su Ottopagine.it  – il 2017-05-13)    –   Ginestra degli Schiavoni ha ospitato l’importante evento organizzato dall’Ordine professionale degli Architetti di Benevento, Foggia, Avellino e Campobasso con il patrocinio del Comune.

Sono intervenuti: per gli Ordini degli Architetti i presidenti Michele Orsillo (dell’Ordine di Benevento) e Gaetano Centra (dell’Ordine di Foggia); i sindaci Zaccaria Spina (Ginestra degli Schiavoni), Donatella Martino (Greci) e Noè Andreano (Casalvecchio di Puglia); il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “O. Fragnito” di S. Giorgio la Molara, Salvatore Rampone; l’arch. arbëreshë Atanasio Pizzi; l’arch. albanese Skender Luzati.

“Albanesi nel mezzogiorno la rotta arbëreshë di Ginestra degli Schiavoni” il tema del convegno, accompagnato dalla mostra dal titolo “Idromeno per il ritratto architettonico di Scutari d’albania urbanistica ed Architettura durante il rinascimento e l’indipendenza dell’Albania” di Luzati.

Hanno ascoltato con grande interesse le relazioni i tantissimi architetti intervenuti al convegno (ai quali sono stati attribuiti crediti formativi professionali).

I sindaci Spina, Martino ed Andreano hanno introdotto i lavori esprimendo vicinanza istituzionale alle tematiche dell’evento.

Negli interventi dei due Sindaci dei Comuni arbëreshë doc, Greci e Casalvecchio di Puglia, non sono mancati termini in lingua arbëreshë, a testimonianza che ancora oggi nelle proprie comunità è ben radicato l’albanese antico.

“Emerge – ha affermato il sindaco Spina – che già esiste una rete di comuni Arbereshe che va continuamente supportata e rafforzata ed ora in avanti anche Ginestra degli Schiavoni entrerà in questo circuito Arbëreshë”.

Il dirigente Rampone ha sottolineato che “la scuola è attentissima a seguire questa tematica ed è pronta ad interagire ed intercettarne le potenzialità in ambito culturale ed educativo”.

Il presidente Orsillo ha ricordato che l’Ordine degli Architetti PPC territoriale di Benevento ha sottoscritto nel novembre 2015 un Protocollo di Accordo (Memorandum of Understanding) con il Vice Ministro dello Sviluppo Urbano del Governo Albanese ed il Presidente dell’Associazione degli Architetti d’Albania.

Protocollo al quale è seguita come prima manifestazione la Mostra “Idromeno per il ritratto architettonico di Scutari d’Albania – Urbanistica ed Architettura durante il rinascimento e l’indipendenza dell’Albania”, tenutasi a Napoli, prima ancora che a Ginestra degli Schiavoni, in occasione della Mostra Arkeda 2016.

I presidenti Orsillo e Centra hanno rimarcato l’attenzione degli Ordini degli Architetti alla rete Arbereshe.

Centra si è anche detto contentissimo di interagire e stringere solidi rapporti istituzionali con il Comune di Ginestra degli Schiavoni.

Il sindaco Spina ha accolto con piacere le parole di Centra, affermando che “già la sua presenza era indicativa di attenzione verso i nostri territori”. Poi ha detto: “La collaborazione con l’Ordine degli Architetti si potrebbe allargare all’Area Vasta del Fortore e Paesi limitrofi che intende aprirsi in un discorso di interregionalità con Puglia e Molise.

Sicuramente potrebbe essere, fra gli altri, un gancio molto importante”.

L’architetto Luzati ha illustrato la sua Mostra soffermandosi sull’artista albanese Idromeno ed illustrando l’Architettura durante il rinascimento e l’indipendenza dell’Albania trovando similitudini con tipologie architettoniche italiane.

L’architetto Pizzi, supportandosi con slide molto esaustive, ha tenuto una lunga ed esaustiva relazione su “Storia, tutela e conservazione dei centri arbereshe”.

Si è soffermato sulla normativa italiana ed europea che, a tutela delle popolazioni minoritarie e quindi anche di quelle della Regione storica Arbëreshë, favorisce ed incentiva la salvaguardia e la difesa delle identità e delle diversità culturali.

Ha analizzato dal punto di vista storico l’epoca degli albanesi, la loro migrazione nell’Italia Meridionale e gli stanziamenti, anche in rapporto alle assi viarie tra cui la Via Appia, la Via Francigena e la Via Traiana. Ha detto che “esistono circa 120 Comuni Italiani arbëreshë, che sono uniti dallo stesso denominatore storico che accomuna 16 macroaree (sono nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia)” e si è soffermato in particolare sulla nostra area.

Ha analizzato tutte le analogie di insediamento degli albanesi nei vari centri, elencando quelli dove queste peculiarità sono rimaste più integre (è il caso di Greci e di Casalvecchio di Puglia) e quei comuni dove invece si è perso un po’ di più (tra questi Ginestra degli Schiavoni) “pur rimanendo in queste cittadine – secondo lui – evidenti tracce arbereshe”.

Ne ha valutato le cause ed i motivi. “Dall’evento è emerso – ha commentato a margine Spina – uno spaccato di cultura albanese, con l’interfaccia di quella italiana.

Dagli atti del convegno noi prendiamo una consapevolezza maggiore ed anche con il supporto degli Ordini degli Architetti cercheremo di trarne spunti materiali per fare sinergia e rete con gli altri comuni Arbëreshë, e soprattutto con Greci e Casalvecchio di Puglia, ritenendo questa tematica una potenzialità di valenza storico-culturale, ma anche uno dei ganci su cui fondare sviluppo e promozione dei territori”.

 

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APPELLO AI SINDACI DEI COMUNI ARBËRESH  (RilindjaArbëreshë e reja)

APPELLO AI SINDACI DEI COMUNI ARBËRESH (RilindjaArbëreshë e reja)

Posted on 11 aprile 2017 by admin

APPELLO AI SINDACI DEI COMUNI ARBËRESHBOLOGNA (di Giuseppe Chimisso) – La minoranza storica arbëreshë nel suo percorso secolare in Italia sta scivolando pericolosamente sempre più su un piano inclinato che rischia di portarla direttamente ad essere stritolata dalle fauci della cultura egemone: Voi, Sindaci Arbëreshë, potete bloccare questo nefasto processo in divenire.

Rompete finalmente il silenzio ed abbandonate la colpevole inerzia che ha caratterizzato nel passato, per troppi decenni, il ceto politico locale che con una mano fingeva di voler aiutare la minoranza arbëreshë, per poter continuare a raccogliere i suoi voti e con l’altra impediva ogni aiuto concreto, tacitando con miseri finanziamenti  a pioggia, ascari servili, portaborse fedeli e lacchè di tutte le risme.

Questa situazione marcescente ha portato allo sfaldamento del tessuto connettivo economico-sociale quindi culturale e linguistico e degli ambiti architettonici dei Comuni che amministrate; per questo ultimo aspetto, paradossalmente, quanto oggi è ancora integro lo si deve all’incuria ed alla mancanza di consapevolezza del loro valore da parte di numerosi Vostri predecessori.

Spesso sono stati ‘modificati’ ambiti architettonici tradizionali grazie all’intervento di estranee logiche ambientali ed ‘esperti’ alloctoni non riconducibili alla Cultura delle minoranze Arbëreshë, o solo, più banalmente, perché alcuni fondi dovevano essere deliberati velocemente entro una tale data, altrimenti persi.

E’ giunta l’ora di cambiare logica, di voltare pagina.

Formate un cartello di Sindaci dei Comuni Arbëreshë, dotatevi quindi di un programma chiaro, semplice e praticabile di largo respiro per la Rinascita economica dei territori dell’Arbëria, solo così salverete la Sua cultura.

Fissate un percorso comune per giungere alla costituzione degli Stati Generali dell’Arbëria, momento nel quale lanciare precise proposte per lo sviluppo dei Vostri territorialle autorità regionali e statali; chiedete il riconoscimento della Regione storica Arbëreshë (R.s.A.), come Unità Amministrativa Autonoma delle numerose enclaves formanti l’Arbëria; certo questo poche note paventano un lungastrada da percorrere, ma chi ben comincia è già alla metà dell’opera e l’Arbëria non può più attendere.

Sappiamo che è difficile fare il Sindaco in un piccolo paese, ove chiacchiericcio ed acredine gratuito sono merci a buon mercato che siete costretti a sopportare.

Non arrendeteVi all’ineluttabile ed a volte tediante moto ondoso dell’esistenza come amministratori di paese, fate uno scatto d’orgoglio e mentre gestite il quotidiano, guardate ad orizzonti più vasti: alla Rinascita dell’Arbëria.

Cominciate nel sostenere e stimolare con proposte il Sindaco di Spezzano Albanese Ferdinando Nociti, neo Presidente di una delle Fondazioni per le Minoranze della provincia di CS, non lasciatelo solo.

Spezzate il coro delle litanie ed abbandonate lo sport diffuso della ricerca dei ‘colpevoli’ dello stato di cose presenti; non fate o rischiate una cosa qualsiasi, ma ciò che è giusto per l’Arbëria, non ondeggiate nel possibile ma afferrate coraggiosamente la realtà presente per cominciare a modificarla: non nel susseguirsi dei pensieri c’è la libertà, ma solamente nell’azione. UNITEVI – solo nell’unione c’è la forza.

Dobbiamo considerare che il termine ‘minoritario’ implica sempre la relazione con un maggioritario, quindi rapporti che sono sfavorevoli al più debole degli elementi della diade correlata.

Organizzatevi quindi per formulare una piattaforma di richieste economiche, legislative e culturali per sostenere le minoranze che rappresentate.

E’ bene privilegiare ed utilizzare i pochi fondi che avete a disposizione per migliorare le condizioni di vita della famiglie in difficoltà che vivono nei Vostri Comuni; se qualche convegno si deve ancora fare è bene organizzarne per aprire un largo dibattito per delineare ipotesi e proposte per lo sviluppo economico dei paesi italo-albanesi.

Rilanciare l’economia dei Comuni Arbëreshë vuole dire fermare l’esodo dei giovani, quindi aiutare la nostra Cultura a sopravvivere e conseguentemente a salvare la lingua Arbërisht che rappresenta il carattere distintivo e primario, ma non unico, della nostra minoranza.

La minoranza arbëreshë , la più numerosa del Mezzogiorno d’Italia, può salvarsi solo se le problematiche linguistico-culturali si coniugano con lo sviluppo economico della stessa.

La Rinascita dell’Arbëria potrà fare da volano al risveglio economico di interi territori vicini e non ultimo si potrà vincere così la battaglia sul ripristino della Democrazia Linguistica, aspetto da troppo tempo trascurato e sottaciuto, ma non secondario della Democrazia Politica di questo Paese.

Altra strada non c’è, siatene consapevoli. Il destino dell’Arbëria è nelle Vostre mani.

Alzate finalmente la testa e ricordate che non sarete soli in questa battaglia, perché rimane all’interno dell’Arbëria un inestimabile e corposo sistema di resistenza e di continuità della propria Cultura che potrà solo esserVi d’ausilio (associazioni, parrocchie, pro-loco, riviste cartacee ed on-line, istituti universitari e circoli ricreativi, culturali o di danza e tanti valenti intellettuali …………).

La minoranza arbëreshë può ancora essere salvata nel nostro Paese, se con intelligenza e tempestività i Sindaci dei Comuni italo-albanesi si associano in un cartello aperto che rappresenti una formidabile forza d’urto contrattuale nei confronti delle ‘ComunitàMontane’, delle Province, della Regione e perché no, del Governo Centrale Nazionale.

Formulate un Progetto di Rinascita economico-culturale per l’Arbëria e su questo progetto lavorateunitariamente con paziente arguzia.

Un Progetto di alto e nobile valore ‘Politico’ che affasci tutta l’Arbëria non si costruisce con i sentimenti e tanto meno con i risentimenti da accantonare, visto il momento grave, ma con “ impegno, dedizione e professionalità, serietà morale e culturale” .

Le minoranze non tutelate, in primis quelle arbëreshë, vivono in regime di ‘genocidio culturale-linguistico silente’, non possono aspettare ancora perché rischiano l’estinzione.

Voi Sindaci assieme potete fare molto più di quanto pensiate, potete rappresentare la punta di lancia di un Movimento di Rinascita vasto quanto l’Arbëria; bisogna però, che facciate presto e Vi muoviate con intelligenza, passione e lungimiranza nell’ambito della nostra secolare cultura e tradizione.

Il nostro futuro può essere definitosolo se trarrà linfa dalla radici della nostra storia, nel rispetto delle nostre tradizioni forgiate negli ambiti consuetudinari tramandati; diversamente non sarà il nostro futuro. Sei secoli di storia saranno cancellati.

E soprattutto non limitatevi a promulgare meri provvedimenti linguistici per salvarVi la coscienza.

Non potete continuare a non muoverVi, così facendo favorite la penetrazione della cultura dominante latina e tradite i Vostri elettori nelle peculiarità più intime e nel loro essere più profondo.

Abbandonate le pratiche di piccolo cabotaggio politico del passato, volgete lo sguardo al futuro Vostro e delle genti dei Comuni che rappresentate, cominciate a pensare in grande alla ‘grande utopia’ di unaNUOVA RILINDJA dell’ARBȄRIA , perché solo se lavorerete positivamenteoggi, su questa ‘utopia’, la stessa rappresenterà la strada che percorreranno i saggidomani .

Voi , Primi Cittadini dell’Arbëria, non siatelo solo giuridicamente, ma siatelo anche nei fatti; Voi potete impedire ancora che si estingua l’humus culturale che alimenta la lingua avita e con essa tutto un mondo composto da immagini e vjershë, da metafore e vëllamie, da preghiere e vajtim, da contemplazioni e vallje.

Se un domani queste saranno parole morte che riempiranno numerose le pagine dei funebri libri delle antologie, i nostri figli le piangeranno maledicendo l’ignavia e l’ipocrisia dei padri.Il rimpianto e la nostalgia saranno le uniche commemorazioni funebri.

Se vivranno, lo dovranno anche a Voi.Abbiate quindi uno scatto d’orgoglio.

Sindaci dell’Arbëria se ci siete, alzate la testa. Fate sentire, potente, la Vostra voce e l’orgoglio Arbëresh. Ora.

Giuseppe Chimisso: Cittadino Onorario di Civita/ Ҁifti e Presidente Associazione Skanderbeg di Bologna

Cell. 335. 688 3754

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MESSAGGIO AI GIOVANI DALLE CHIESE DEL SUD

MESSAGGIO AI GIOVANI DALLE CHIESE DEL SUD

Posted on 20 febbraio 2017 by admin

MESSAGGIO AI GIOVANI DALLE CHIESE DEL SUDNAPOLI – (I Vescovi del Sud) –  Siamo convenuti tutti a Napoli per affrontare la penosa e drammatica congiuntura della perdita del lavoro, della disoccupazione, dell’angosciante delusione di larghe schiere di giovani, della pesante ricaduta sulle famiglie.

In particolare, a voi giovani del Sud rivolgiamo la nostra personale attenzione e la sollecitudine pastorale di tutte le nostre chiese. Conosciamo il vostro disagio di vivere in un contesto sociale che non favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro e non offre prospettive incoraggianti.

Grande è la nostra apprensione per la vostra vita e per le vostre attese, perché siamo consapevoli che la precarietà genera una diffusa instabilità, letale per la vostra intera esistenza e per la tenuta stessa della nostra convivenza civile.

Vogliamo darvi atto, carissimi giovani, che in un momento di diffusa crisi sociale, di fronte alle difficoltà a trovare soluzioni e alle numerose contraddizioni degli adulti, non vi siete arresi. Anzi, avete continuato a credere nel ruolo dello Stato e a sperare. Nonostante l’incertezza del domani non vi siete persi d’animo e avete cercato di inventarvi nuove strade, anche quelle che portano fuori dalla propria terra. Con il rischio reale della desertificazione del Sud e della perdita di risorse umane fresche e di intelligenze. Ma tanti di voi hanno resistito e si sono anche attivati con coraggio e creatività. Per questo c’è da ammirarvi, anche per l’entusiasmo che sapete trasmetterci e che dovete testimoniare sempre più, dando prova dei vostri talenti, portando avanti progetti e iniziative in una logica anche imprenditoriale ed avendo il coraggio di rischiare.

Siamo sicuri che non tradirete la forza della vostra età e delle vostre idee. Puntando su di voi vinceremo la scommessa di dar inizio a un mondo nuovo, in sintonia con l’utopia del Vangelo. La nostra società ha oggi bisogno del vostro protagonismo. Per ritrovare nuovo vigore. Per riacquistare la voglia di cambiare. Per aprire nuove piste.

Siamo convinti che far leva sui giovani sia un atto di lucidità politica, al quale non si vorranno e non si dovranno sottrarre le istituzioni centrali e regionali, deputate a creare le condizioni per incrementare l’occupazione al Sud.

A tale scopo bisogna sgombrare il campo dalle logiche del clientelismo, dalle lentezze della burocrazia, dalla invadenza della malavita organizzata. Ma è necessario soprattutto fare spazio alle nuove frontiere del lavoro, sviluppando modelli organizzativi in linea con l’evoluzione della società e della tecnologia. Per questo rivolgiamo alle istituzioni competenti un caloroso e pressante appello ad intervenire con urgenza e concretezza, mediante politiche appropriate. Oggi più che domani. Perché domani forse sarà troppo tardi.

Questo impegno è per la società civile un atto di responsabilità. Per molti anni essa ha organizzato il suo benessere a debito sulle generazioni future, permettendosi un livello di vita al di sopra delle sue possibilità. E’ immorale mettere in piedi un modello di sviluppo che mortifica la dignità umana e trasforma il lavoro in una merce qualsiasi. Occorre avere rispetto per i giovani e dare anche a loro quelle opportunità professionali, lavorative e sociali che hanno avuto i loro padri.

Il Sud non è privo di risorse: il turismo, l’agricoltura, i beni culturali sono solo alcuni capitoli del suo immenso patrimonio. La sua posizione al centro del Mediterraneo può rappresentare un’opportunità unica di sviluppo. Ma la risorsa più grande siete proprio voi giovani, che, anche se culturalmente preparati e formati, siete costretti spesso a cercare all’estero quello che non trovate in patria.

Per le chiese del Sud questo nuovo corso sarà un atto di coraggio pastorale. Coinvolgere i giovani, professionisti e lavoratori, direttamente nell’azione pastorale delle chiese significa renderla più concreta e funzionale rispetto all’intera comunità e al bene comune, che dobbiamo difendere e promuovere dicendo e praticando anche un netto no alle mafie, alle illegalità, alla corruzione e alla violenza.

In più, mettere al centro i giovani vorrà dire immettere nel tessuto comunitario la loro capacità di aggregarsi, l’abilità di comunicare con semplicità e di andare al cuore dei problemi.

Con questo spirito, confortato dal confronto, dalle idee e dalle proposte di cui si è fatto portatore questo Convegno di tutte le Chiese del Sud a Napoli, vogliamo augurare a voi giovani un futuro radioso, quale meritate, mentre rinnoviamo un accorato appello a tutte le Forze politiche e sociali di operare in funzione di un lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”, come ne parla-Papa Francesco nelYEvange/ii Gaudinm.

A voi, cari giovani, assicuriamo che non vi perderemo di vista e che vi affiancheremo nel vostro cammino; potete contare sempre sulla nostra concreta, vigile, paterna vicinanza, nella realizzazione delle vostre legittime aspirazioni.

Napoli, 9 febbraio 2017

Per i Vescovi

delle Regioni Ecclesiastiche del Sud

I Presidenti delle Conferenze Episcopali

BASILICATA – S.E. MONS. SALVATORE LIGORIO

CALABRIA – S.E. MONS. VINCENZO BERTOLONE

CAMPANIA – S.EM.ZA CARD. CRESCENZIO SEPE

PUGLIA – S.E. MONS. FRANCESCO CACUCCI

SARDEGNA – S.E. MONS. ARRIGO MIGLIO

SICILIA – S.E. MONS. SALVATORE GIUSTINA

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E' nata UNIARB tra l'abbondante nevicata. La rivoluzione di un Consorzio di Associazioni Arbëreshë che guarda al futuro

E’ nata UNIARB tra l’abbondante nevicata. La rivoluzione di un Consorzio di Associazioni Arbëreshë che guarda al futuro

Posted on 11 gennaio 2017 by admin

UNIARBFRASCINETO (di Italo Elmo) – Sono ventitrè le associazioni culturali socio-fondatrici che hanno dato vita alla più grande Federazione di Associazioni Arbëreshë in Italia. Anche dodici le Associazioni esterne, provenienti da varie regioni del territorio nazionale e dall’estero che si sono affiliate, impegnandosidi collaborare, promuovere e attivare partnership in sinergia con i “Laboratori di Ricerca”, per lo sviluppo di idee e strategie per futuri progetti in Arbëria.

Ed inoltre, un vasto Comitato Scientifico con oltre 20 affiliazioni, tutti in lotta per la difesa della Lingua Arbëreshe, delle tradizioni popolarie del rito bizantino greco/arbëresh in tutto il territorio nazionale.

Nella magica e suggestiva cornice dei monti del Pollino, il 10 di Gennaio, numerose Associazioni Culturali di varie aree arbëreshe si sono date appuntamento a Frascineto in provincia di Cosenza, presso il Centro Visita del Parco, sede dell’Associazione Culturale “Vorea”,messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Frascineto, per fondare l’Unione Nazionale delle Associazioni Arbëreshe(Bashkim i ShoqatavetKombëtareArbëreshe) – UNIARB.

In totale 23 Associazioni Culturali che non hanno voluto mancare a questo importante appuntamento, sfidando un clima davvero polare, tra un’ondata di freddo e neve incessante, segno che la passione e i valori dell’Arbëria erano più bollenti della neve tra le mani. Qualcuno ha voluto sottolineare che Uniarb non teme il freddo, ma il gelo che c’è intorno ai valori autentici dell’Arbëria.

Una serata illuminata, quella di Frascineto, quando la neve ridiscese dopo tanti anni, proprio per la nascita di UNIARB. Uno spettacolo bellissimo e il miglior augurio che l’Unione Nazionale delle Associazioni Arbëreshe potesse ricevere, perchè naturale e spontaneo.

Secondo la sapienza e la credenza popolare la pioggia simboleggia la fortuna e l’abbondanza che cade generosa sugli sposi, così anche la neve, simboleggia la fortuna e l’abbondanza che cade generosa su UNIARB, appena partorita.

Un’altra credenza vuole che la pioggia porti ad abbondanti raccolti, alla prosperità ed alla fortuna; la neve anche a copiosi successi nel giorno di nascita di UNIARB a rappresentare la fertilità, l’abbondanza e l’armonia con il flusso della vita, sotto forma di pace, saggezza e vita lunga.

Come la pernice bianca, che involandosi nella candida neve del Pollino ha segnato con le ali il manto nevoso, così Uniarb, nata tra l’abbondante nevicata, involandosi ha segnato il suo percorso e il suo destino in l’Arbëria.

Dopo un’ampia discussione, in cui intervengono varie associazioni culturali, si è ribadito che UNIARB vuole essere protagoni­sta in Arbëria di importanti scelte per la salvaguardia dello straordinario patrimonio ancora oggi custodito dagli Arbëreshë.

I partner dei progetti di cooperazione, oltre alle As­sociazioni consorziate in Arbëria, saranno scelti in Al­bania e nell’area balcanica.

Altri partner si sono aggiunti in questo periodo per sostenere i progetti di Uniarb, condividendone le finalità istituzionali. Numerose personalità, enti ed Istituti, che si impegnano attraverso l’affiliazione all’Unione Nazionale delle Associazioni Arbereshe, di collaborare, promuovere e attivare partnership in sinergia con i “Laboratori di Ricerca”, per lo sviluppo di idee e strategie per futuri progetti in Arbëria. Hanno aderito in questo senso l’UNESCO della provincia di Cosenza, il Dott. Pierfranco Bruni del Ministero dei Beni Culturali, il presidente della redazione della rivista arbëresheKamastra delle comunità arbëreshe del Molise, il prof. Italo Costante Fortino, linguista all’Orientale di Napoli, il prof. Dott. ImriBadalay, studioso delle parlate arbëreshe, la filologa prof.ssa Dr. Merita Bruci di Tirana, il prof.  Pierpaolo Petta di Piana degli Albanesi; la famosa scuola di Danza “Tirana Ballet” del coreografo Andrea Kokeri e il Centro di Danza “Mimoza” della coreografa MimozaBekteshi. In ogni dove, Uniarb, ha una rappresentanza. Così in Puglia, a San Marzano, con il gruppo folk “Katundi Jone” del direttore artistico Belvedere Leonardo; a Caraffa con il Dirigente del Centro di Cultura Permanente, Unla, Rag. Giulio Peta; a Napoli con l’Arch. Atanasio Pizzi, esperto in urbanistica tradizionale e numerose altre associazioni e personalità che sveleremo durante la presentazione di UNIARB, prossimamente.

I progetti saranno portati avanti anche in stretta col­laborazione con i partner locali.

Un progetto nell’ambito dei Partenariati strategici per un impatto sugli individui coinvolti e sulle Asso­ciazioni con proposte di qualità che meglio risponda agli obiettivi e alle esigenze della tipologia di parte­nariato per sviluppare un progetto in un’ottica trans-settoriale.

Un progetto, quindi, coerente con gli obiettivi di UNIARB e le finalità UE e dell’UNESCO che coinvolge anche altri partner per diffondere e salvaguardare la lingua arbëreshe, le tradizioni popolari e la spiritualità bizantina.

Nel bellissimo scenario del Centro Visita del Parco, nella mattinata, dopo l’approvazione all’unanimità dello Statuto,sono state formulate le proposte per le elezioni degli organi sociali della Federazione, i cui presidenti decidono la votazione per alzata di mano, segno di responsabile collaborazione, sensibilizzazione e condivisione tra le varie associazioni culturali.

A seguito della votazione, all’unanimità, a comporre il Consiglio Direttivo di UNIARB per i prossimi quattro anni, sono state indicate le seguenti persone:

Presidente

Rossella Blandi (Associazione “Agri Art”/San Benedetto Ullano);

Anima giovane e intraprendente, figlia del noto imprenditore Oreste Blandi; 

I Dirigenti dei Settori/Laboratori

ATTIVITA’ LINGUISTICO-ESPRESSIVE ARBËRESHE:

Giordano Agostino (Associazione Culturale “Jeta Arbëreshe”/Ejanina);

TEATRO POPOLARE IN LINGUA ARBËRESHE

Martino Lucia – (Associazione Culturale “Vorea”/Frascineto);

PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELLA TRADIZIONE ARBËRESHE

Bruno Pasquale – (Associazione Culturale “Të Biltë e Shqiponjës”/Frascineto);

PATRIMONIO CULTURALE MATERIALE DELLA TRADIZIONE ARBËRESHE

Paola Napolitano  – (Associazione Culturale “Triskele” /San Benedetto Ullano);

CICLO DELLA VITA E DELL’ANNO NELLA TRADIZIONE POPOLARE E RELIGIOSA ARBËRESHE

Musacchio Gabriella – (Associazione Culturale Ullania/S.Benedetto Ull.);

PROMOZIONE TURISTICA DELL’ARBËRIA

De Salvo Antoluca  – (Pro Loco Civita/Civita)

COMUNICAZIONE E MEDIA

Elmo Italo  – (Arbelmo Media/S.Demetrio Corone)

Vice Presidenti

Frega Mario Francesco (Associazione Culturale “Moti i Parë” / Lungro

SuraceRose Marie (Gruppo Antropologico Rotese)

promotrice eventi folklorici del 3° Settore

Tesoriere

Iantorno Elena (Associazione Culturale “Dafne”/S.Martino di Finita)

Questo per quanto riguarda il Consiglio Direttivo.

Coordinatori del IV e VII Settore/Laboratorio, risultano eletti:

IV Settore – Patrimonio Culturale Materiale della Tradizione Arbëreshe

Enogastronomia

Chidichimo Rosa(Associazione Culturale‘Të Ngrënët’/Castroregio);

Recupero e rivalutazione delle antiche tecniche artistiche

Braile Benedetto Federico/Associazione Culturale “Pittura e dintorni in Arberia”/San Demetrio Corone)

VII Settore – Comunicazione e media, relazioni internazionali

Gestione delle relazioni pubbliche istituzionali

De Angelis Simona(Centro Studi e Ricerche delle Tradizioni Popolari Italo-Albanesi/San Demetrio Corone);

Relazioni internazionali e cooperazione economica

Pellicori Francesco(Associazione Cultura “Diaspora delle Aquile”/Firmo).

Le altre cariche sono così distribuite:

Segreteria Generale di Uniarb

D’Agostino Flavia

Collegio dei Revisori Contabili:

Scaravaglione Cosmo(Associazione Culturale “Hora e Muzikës Arbëreshe/ Spezzano Albanese

Forte Salvalvatore (Associazione Culturale “Moti ‘ Parë”/Lungro)

Marchese Daniele(Associazione Culturale per le Tradizioni Popolari “Shkëndija”/San Benedetto Ullano)

Presidente: Scaravaglione Cosmo

Collegio dei Probiviri

Braile Benedetto Federico (Associazione Culturale “Pittura e dintorni in Arberia/San Demetrio Corone)

Celestino Margherita (Associazione Culturale Mecenate/Frascineto)

Mele Nicolino (Associazione Culturale e di Ricerca “Shkëmbi” /Acquaformosa)

Presidente: Mele Nicolino

Intraprendenze, bravure, intelligenze, capacità di analisi, tutti questi ed altre peculiarità sono il bagagli che UNIARB,con il suo organigramma, metterà a disposizione dell’Arbëria.

Nela pausa pranzo, tra i tanti candidi fiocchi di neve che danzavano nell’aria, innevando tutta Frascineto, si eleva in alto il bellissimo canto a due voci intonato da Franco Frega e Salvatore Forte del Gruppo “Moti i Pare”, “AjriShinMërisMallit” che arrivava al cuore di UNIARB “.

Il pomeriggio, dopo la sottoscrizione dell’atto costituito alla presenza del notaio Carlo Viggiani di Cosenza,nasce ufficialmente UNIARB, formata dalle Associazioni e dagli Istituti aderenti che si ispirano alla Carta europea, 29 giugno 1992 e successive modificazioni, a protezione delle lingue regionali o minoritarie. 

L’U­nione Nazionale delle associazioni arbëreshe è espressione unitaria della Minoranza Linguistica Storica Albanese d’Italia, ossia delle popolazioni alba­nesi d’Italia (Arbëreshe), sparse in 7 regioni (Sicilia, Calabria, Basi­licata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo), 10 province (Cosenza, Crotone, Catanzaro, Palermo, Potenza, Avellino, Taranto, Foggia, Campobasso e Pescara) e 50 paesi, per un totale complessivo di circa 200.000 abitanti.

Lo scopo primario è quello di tutelare e sviluppare il patrimonio linguistico-storico-culturale-religioso delle Comunità Arbëreshe in Italia, usando la Lingua Arbëreshe a tutti i livelli, dal parlato allo scritto, in ogni sede e ambito; valorizzando la forma linguistica arbëreshe presente in ciascuna delle comunità di minoranza storica Arbëreshe e usandola quale mezzo d’insegnamento ai bambini e quale mezzo espressivo, sia a livello di Sportello Linguistico che di scrittura corrente, nell’osservanza dell’articolo 4, comma 1 della Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”; senza l’uso della Lingua Arbëreshe, non c’è Minoranza Linguistica Arbëreshe’;

Tutelare, inoltre, gli interessi e gli obiettivi economico-sociali delle Comunità appartenenti alla Minoranza Storica di Lingua Albanese (Arbëreshe) in Italia, sfruttando le eccellenze locali di ogni tipo (naturalistico, faunistico, paesaggistico, architettonico, storico, culturale, museale, religioso, artigianale) come volani per lo sviluppo territoriale e per creazione di posti di lavoro;

L’esigenze primaria è svolgere progetti che abbiamo ricadute ed un impatto concreto sui giovani del territorio su diversi ambiti: economico e culturale, sociale.

Stabilire contatti e collaborazioni con Albania, Kosova (e altre nazioni balcaniche dove vivono Albanesi), attraverso istituzioni universitarie o singole personalità, per studiare meglio, tutelare, rafforzare la specificità della Minoranza Storica Albanese (Arbëreshe) d’Italia; ‘ambasciatori arbëreshë’ in terra albanese, che collaborano con gli Arbëreshë, in diverse progettualità e attività dell’UNIARB, dentro e fuori Arberia;

UNIARB, attraverso i suoi Settori / Laboratori, intende svolgere tutte quelle attività che ritiene utili per il raggiungimento dei succitati fini.

UNIARB vuole comunicare l’Arbëria non soltanto con la parte razionale, ma soprattutto con l’intelligenza emotiva e con il cuore .

In tale direzione, l’operato di UNIARB sarà fondamentalmente incentrato e focalizzato su alcuni punti ben precisi:

  1. La difesa della lingua arbëreshe a tutti i livelli: dalparlato allo scritto;
  2. La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonioculturale immateriale;
  3. Il riconoscimento dei valori religiosi comuni dellatradizione bizantina greco-arbëreshe.

Commenti disabilitati su E’ nata UNIARB tra l’abbondante nevicata. La rivoluzione di un Consorzio di Associazioni Arbëreshë che guarda al futuro

SI CONCLUDE A COLPI DI CARTA BOLLATA LA XXXV EDIZIONE DEL FESTIVAL ARBËRESHE.

SI CONCLUDE A COLPI DI CARTA BOLLATA LA XXXV EDIZIONE DEL FESTIVAL ARBËRESHE.

Posted on 24 agosto 2016 by admin

Comune e FestivalSANDEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Tra l’Amministrazione comunale e l’Associazione culturale organizzatrice del concorso canoro divampa la polemica a seguito dell’abrogazione da parte della Giunta in carica di una delibera del 1994 con  cui il Comune, allora, accettava la cessione gratuita dei diritti del Festival da parte del suo ideatore, il  compianto avvocato Giuseppe  D’Amico, impegnandosi a finanziare e organizzare  la manifestazione  in collaborazione con l’Associazione.

Dettato deliberativo che ha disciplinato l’organizzazione della kermesse per tredici anni. Lo scorso luglio, l’esecutivo Lamirata con un nuovo atto deliberativo  ha abrogato la precedente disposizione, mandando l’intero gruppo a casa.

“La drastica chiusura con l’Associazione” non è andata giù ai suoi componenti, i  quali in una conferenza stampa aperta al pubblico hanno esposto le ragioni  della loro assenza alla serata di sabato sera, in ragione della abrogazione delle norme stabilite nella delibera del 1994 senza che ci fosse stato un preavviso da parte degli amministratori.

Sono intervenuti alcuni tra “i componenti storici” della Associazione; tra i quali Pino Cacozza, più volte vincitore della kermesse canora, Pasquale De Marco, Gennaro De Cicco e Manuele D’Amico.

Chi a ricordare la storia e il peso del Festival, chi a spiegare che, nonostante la delusione e l’amarezza per il comportamento dell’Amministrazione Comunale, non si è voluto fare alcuna uscita pubblica proprio per non interferire sulla buona riuscita della serata finale.

Sono stati anche rimarcati “la mancanza di rispetto” verso la figura del fondatore della manifestazione, “mai ricordato” la sera di sabato scorso e il fatto che alla sua famiglia non è stata concessa la possibilità di continuare la consegna del premio della critica ideato in memoria dell’inventore del concorso.

Di “decisione subita e di mancanza di accortezza” da parte della Giunta ha parlato anche Adriano D’Amico, presidente dell’Associazione, che ha ricordato l’attenzione avuta dall’Amministrazione uscente con la messa in posa di una lapide commemorativa in memoria del padre, proprio quale ideatore del Festival.

D’Amico ha inoltre riferito che qualche settimana fa al sindaco Lamirata era stata suggerita l’adozione di una delibera integrativa che consentisse la presenza di cinque membri dell’Associazione da affiancare all’assessorato Festival per l’organizzazione dell’evento, ottenendo però risposta negativa.

E dalle parole si è passati ai fatti. D’Amico ha, infine, annunciato che l’Associazione ha dato mandato ad un legale perché ricorra al Tar per opporsi alla abrogazione della vecchia delibera.

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RECUPERATO L’ARCHIVIO DEL COLLEGIO DI SANT’ADRIANO

RECUPERATO L’ARCHIVIO DEL COLLEGIO DI SANT’ADRIANO

Posted on 29 luglio 2016 by admin

Archivio collegioSAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – I lavori di recupero e riqualificazione, che hanno interessato lo storico e secolare Collegio di Sant’Adriano, incluse l’attigua palazzina dell’ex rettore e l’aria rurale circostante trasformata in  “Parco Sant’Adriano”, hanno riguardato anche il notevole patrimonio archivistico dell’ex Convitto.

Il riordino e l’inventario  dei documenti d’archivio, iniziati  e conclusi nel 2015 con fondi  regionali,  sono  stati realizzati da Maria Francesca Solano, (referente del prof. Pietro De Leo, già docente di storia medioevale all’ Unical, coordinatore dei lavori),  Bellucci Maria Carmela, Bua Carmela, Torchia Giovanna, e dai volontari Pignataro Francesco e Rumanò Francesca, scelti dal Comune.

Il materiale inventariato consta di lettere del poeta De Rada e su di lui; quattro tavole paleografiche in greco, decreti regi, documenti storici, elenchi dei collegiali, del personale docente e dei dipendenti, documenti sulle proprietà feudali, registri di contratti e dei censi della badia di Sant’Adriano, antologie, riviste. Il patrimonio archivistico, tra non molto anche in rete, come ha ricordato il presidente del consiglio di amministrazione del collegio, il senatore Cesare Marini, sarà a disposizione di quanti si interessano alla ricerca storica non solo del Collegio di S. Demetrio C.  ma di tutta la regione.

L’antica biblioteca del Collegio, invece, consta di quattromilaseicento testi distinti in due elenchi di catalogazione preesistente: il Fondo antico e il Fondo moderno. Tra essi anche alcune edizioni Aldine, un volume di geografia astronomica del 1400 e altri che risalgono al 1600 e 1700, purtroppo difficili da consultare in quanto danneggiati dall’umidità, mentre alcuni sono privi di copertina o  rilegatura.

Istituita nel 1794 su iniziativa del monsignore Francesco Bugliari, primo vescovo presidente del reale Collegio Italo-greco di Sant’Adriano che subentrò alla antica badia fondata da S. Nilo, la vecchia biblioteca dell’ istituto si sostanziava di testi della ex badia, di libri provenienti dalla biblioteca privata del Bugliari, del collegio Corsini di S. Benedetto Ullano,  sede originaria dell’ istituto, e di volumi provenienti da donazioni private.

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Federazione Associazioni Arbëreshë

Federazione Associazioni Arbëreshë

Posted on 25 giugno 2016 by admin

FAASPEZZANO ALBANESE (CS) ( di Damiano Guagliardi) Giovedì 23 scorso, presso lo studio notarile Camilleri in Spezzano Albanese, si è formalmente costituita l’associazione denominata Federazione delle Associazioni Arbëreshë (FAA). Una struttura di coordinamento dell’esistente associativo arbëresh, che rompe la tradizionale frammentazione interna alle comunità storiche per cercare nel lavoro comune le modalità più efficaci per sopravvivere come realtà linguistica altra.

La formula del rispetto dell’autonomia operativa di ogni associazione in continuità con le finalità fondative sembra essere diventata al soluzione aggregativa più convincente.

L’altro elemento innovativo è costituito dalla pari dignità di ogni associazione nel momento in cui avanza l’adesione di ingresso nella FAA e ne riceve l’iscrizione. Tutto ciò è consentito dall’avere stabilito nello statuto la pari dignità di voto nell’Assemblea, unico organismo

deliberante e composto di un solo componente per ogni associazione aderente.

L’assemblea degli aderenti ha preliminarmente approvato un preambolo sulle direttrici da seguire e sui temi cui impegnarsi nella propria attività.

Sono stati inoltre eletti gli organismi esecutivi: Presidente, Comitato Direttivo, Comitato di Garanzia, nelle persone di Damiano GUAGLIARDI (Presidente), Costantino BELLUSCI, Vincenzo BRUNO, Giuseppe CACOZZA, Michele GRECO, Cataldo PUGLIESE , Maria Antonietta RIMOLI (componenti il Direttivo). Per il Comitato di Garanzia sono stati eletti: Francesco PERRI (Presidente), Demetrio CORINO e Alfio Antonio MOCCIA, componenti.

Le associazioni presenti nell’atto costitutivo erano nel numero di 16; altre sette sono già aderenti ma assenti perché fuori regione o impediti per impegni inderogabili.

L’obiettivo che il Direttivo si è posto per la fine del 2016 è individuato in 40 associazioni aderenti. La quota associativa per il 2016 è la stessa cifra depositata da ogni associazione per le spese notarili.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori informazioni sull’inizio attività della FAA.

Cordialmente

Damiano Guagliardi

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CAMPIDOGLIO PREMIO “SALVA LA TUA LINGUA LOCALE”ALLA PRO-LOCO DEL CENTRO ARBERESHE DI BARILE (PZ).

CAMPIDOGLIO PREMIO “SALVA LA TUA LINGUA LOCALE”ALLA PRO-LOCO DEL CENTRO ARBERESHE DI BARILE (PZ).

Posted on 21 gennaio 2016 by admin

premio salva la tua linguaBARILE (di Lorenzo Zolfo) -Il 50° anniversario della Fondazione della Pro Loco di Barile, sarà festeggiato con un ambito premio, da ritirarein campidoglio per conto dall’UNPLI (Unione Nazionale delle pro-loco d’Italia), con menzione speciale, “Salva la tua lingua locale”.

Soddisfatti i circa 60 soci della pro-loco barilese:” per l’importante progetto messo in campo per la salvaguardia del patrimonio immateriale!”.

Questo premio verrà ritirato il prossimo 22 gennaio al Campidoglio in Roma, riconoscimento che fa onore al centro arbëreshë, noto la cultura e per lae caratteristiche uniche del suo vino, il centro dove si parla ancora l’albanese e vivono tanti emigrati dall’Albania, pienamente inseriti come tradizione vuole.

Un centro noto anche perche fu il teatro a cielo aperto utilizzato nel 1964 del noto regista Pier Paolo Pasolini per le riprese più salienti del suo film: “Il Vangelo secondo Matteo”.

Per questo ed altri aspetti caratteristici alcuni mesi or sono, la pro-loco  ha deciso di pubblicare una nuova Brochure Turistico-Culturale intitolata ” Barile, Storia, Tradizioni e Culture”.

Una raccolta di notizie della storia del paese in cui si evidenziano le note caratteristiche delle tradizioni etno-linguistiche arbëreshë, fondata da colonie di greci-albanesi giunte dal 1477 al 1675, immagini e trafiletti delle Chiese, dei Monumenti, la Fontana dello Steccato costruita nel 1713 da un nobile albanese, i Portali, i numerosi Palazzi, oltre alle tipiche Kalive oggi utilizzate come cantine dalle quali e per le quali si riesce a caratterizzare il buon vino Vulturese.

In oltre un’ampia pagina della Via Crucis del venerdì santo, la più antica manifestazione del Sud Italia, le cui origini risalgono al 1600.

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PREMIO “HORA VERES”

PREMIO “HORA VERES”

Posted on 12 dicembre 2015 by admin

Premio Ora VeresBARILE (di Lorenzo Zolfo) – La Pro Loco Barile (presieduta da Daniele Bracuto)  con la collaborazione di Convento Wine Space, FIDAS Barile, Comune di Barile e Basilicata in Arte, ha organizzano la seconda edizione “HORA VERES “( I colori della vita, la precedente edizione ha visto la partecipazione di 40 artisti, provenienti da ogni parte d’Italia), mostra Internazionale di Pittura finalizzato alla promozione dell’arte contemporanea e alla valorizzazione dell’arte pittorica che si terrà presso il Convento Wine Space il  13 dicembre con la presentazione di tutte le opere pittoriche giunte nel centro arbereshe ( che rimarranno esposte fino al giorno della premiazione). Il 27 dicembre 2015 la premiazione. Il tema al quale attenersi per questa seconda edizione 2015 è:  “L’Acqua, il vino e l’olio

La commissione, che giudicherà le migliori opere, scelte dalla Pro Loco Barile, sarà composta da un massimo di 9 componenti n.1 Critico d’arte, n.1 Presidente proloco, n.1 Presidente FIDAS BARILE, n.1 Sindaco o Assessore del Comune di Barile, n.1 Architetto, n.1 Presidente Associazione BASILICATA IN ARTE, n.1 Prof. D’arte, n.1 Curatrice arte, n. 1 Presidente di giuria, con il compito di esaminare le opere e proclamare con motivazione di merito il 1° 2° 3° classificato. I premi saranno cosi ripartiti: 1° premio € 500,00 al netto della ritenuta + trofeo 2° premio € 300,00 al netto della ritenuta + trofeo;  3° premio € 200,00 al netto della ritenuta + trofeo; 4° menzione speciale da parte della giuria; 5° menzione speciale da parte della giuria; 6° premio FIDAS BARILE  – targa; 7° premio FACEBOOK – targa; 8° premio giuria popolare – targa. A tutti gli Artisti verrà consegnato un Attestato di partecipazione.

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