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CONFERENZA PROF. REXHEP ISMAJLI – LUNEDI’ 7 MAGGIO 2012 ALLE ORE 11 ALL’UNICAL

CONFERENZA PROF. REXHEP ISMAJLI – LUNEDI’ 7 MAGGIO 2012 ALLE ORE 11 ALL’UNICAL

Posted on 06 maggio 2012 by admin

Nell’ambito delle attività culturali della Sezione di Albanologia, lunedì 7 maggio 2012, alle ore 11.00, nell’ AULA MULTIMEDIALE DEL DIPARTIMENTO (2° piano, CUBO 20B),

 

il prof. Rexhep Ismajli, dell’Accademia delle Scienze e delle Arti del Cossovo, terrà una conferenza sul tema:

I LEGAMI  LINGUISTICI TRA ROMENO E ALBANESE


Në kuadrin e aktiviteteve kulturore të Degës së Albanologjisë, të hënën 7 maj 2012, në orën 11.00, në Sallën Multimediale të Departamentit,

prof. Rexhep Ismajli, i Akademisë së Shkencave dhe Arteve të Kosovës, do të mbajë një konferencë mbi temën:

LIDHJET GJUHËSORE MIDIS RUMANISHTES DHE SHQIPES

 

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150° – PERCHÉ GLI ARBËRESHË NON SONO SALITI SUGLI ALTARI?

150° – PERCHÉ GLI ARBËRESHË NON SONO SALITI SUGLI ALTARI?

Posted on 01 aprile 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) -  Illustrissimo Signor Presidente Giorgio Napolitano, mi rivolgo a lei giacché è la figura delegata
a rappresentare la nostra Nazione.

Sono l’architetto Atanasio Pizzi, originario di uno dei tanti paesi di etnia albanofona residenti in Italia.

Vivo a Napoli e da anni ricerco e traccio i percorsi storici degli illustri personaggi arbëreshë che dal 1735 al 1861 si distinsero nella capitale partenopea e nel sud della penisola.

Il loro coinvolgimento in termini di ideali e sangue fu determinante per catalizzare gli idonei presupposti che portarono all’unità d’Italia, di cui, il lustro appena trascorso ha segnato il centocinquantenario.

Vorrei porre la sua attenzione, sul modesto coinvolgimento che è stato offerto ai minoritari, nello scenario dei festeggiamenti appena terminati, nonostante essi abbiano contribuito in modo indelebile al buon esito del progetto di unità Nazionale.

L’elenco di chi fu decisivo è molto consistente ma per rendere l’idea del loro valore, le vorrei citare solo alcuni, per non dilungarmi nella missiva.

A tal proposito è opportuno evidenziare che del governo prodittatoriale di Giuseppe Garibaldi, dei sei membri tre erano minoritari albanofoni; rispettivamente, il letterato Francesco Crispi di origine siciliana, il giurista Pasquale Scura di origini calabrese e l’ing. Luigi Giura di origine lucana.

Tre uomini arbëreshë, che per onestà e capacità eccelse nella vita e nelle discipline professionali, furono gli ideali garanti per il buon esito del Plebiscito del 21 ottobre 1860.

In particolare, Pasquale Scura, padre dell’art. I° della Costituzione Italiana: “l’Itali una ed indivisibile”; Luigi Giura il primo Ministro dei Lavori Pubblici della costituita nazione italica.

Gli albanofoni in occasione della giubilare ricorrenza si aspettavano un diverso coinvolgimento negli scenari istituzionali che sono stati vetrina dell’evento, ma purtroppo non è stato così.

Solo lei, è in grado di porre rimedio a questa manchevolezza, invitando opportunamente i rappresentanti dei centri albanofoni, che sarei lieto di accompagnare, cui rendere l’ideale riconoscimento per l’abnegazione dei valorosi e insostituibili antenati arbëreshë.

In tal modo si rende il giusto merito ai tanti valorosi che per l’Italia sacrificarono la vita senza mai avere gloria, poiché i distratti adepti storici hanno omesso i loro nomi, attratti dalle figure più fluorescenti e affascinanti che operavano da Nord.

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GLI ECHI CALABRESI SONO ARBËRESHË

GLI ECHI CALABRESI SONO ARBËRESHË

Posted on 12 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Egregio Presidente della Regione Calabria, mi rivolgo a lei in quanto figura istituzionale, preposta, secondo l’art. 121 della Costituzione, a rappresentare la regione, dirigere la politica della giunta ed esserne il diretto responsabile.

A tal proposito le vorrei sottolineare la vicenda che si è venuta a delineare in queste ultime settimane e che ha portato agli onori dei mas media la Calabria intera.

Una singolare vicenda che vede i minoritari protagonisti ha creato sconcerto e perplessità da parte di tantissimi calabresi, essi, a tal proposito non si immaginavano che la storia della regione potesse essere modellata a piacere.

Lei in quanto Presidente della Regione Calabria è anche la figura che deve preservare e proteggere, affinché non vada smarrito, tutto il patrimonio di cultura e storia di cui la nostra terra è intrisa.

La comunità albanofona residente nella sua regione, conserva un tesoro inestimabile fatto di operosità, cultura, scienza e di vite offerte alle tante cause che il meridione ha dovuto sopportare prima di trovare in idoneo assetto politico ed economico.

Con il suo insediamento, dopo anni di strane e singolari vicissitudini, noi arbëreshë ci saremmo aspettati un idoneo rilancio utile all’intero indotto regionale, attraverso la diversità culturale, linguistica e religiosa dei minoritari di origine albanofona. Continue Reading

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NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.

NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.

Posted on 10 febbraio 2012 by admin

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Comitato di Latina; La Provincia di Latina

in collaborazione con:

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione, Archivio di Stato di Latina Ufficio Scolastico Regionale


Organizza la mostra dal titolo:

NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.


Dirczione scientifica: Aldo Di Biasio, Fausto Orsini, Pier Giacomo Sottoriva

Elaborazioni grafiche: Livio Pizzi

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PER I PAESI ARBËRESHË DEL VULTURE RICHIESTA DI PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI CALAMITÀ NATURALE

PER I PAESI ARBËRESHË DEL VULTURE RICHIESTA DI PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI CALAMITÀ NATURALE

Posted on 08 febbraio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Con lettera inviata al presidente della Giunta Regionale, al Prefetto ed al presidente della provincia di Potenza,L’Amministrazione Comunale di Barile, viste le intense nevicate che perdurano già da alcuni giorni e che hanno interessato l’area nord Basilicata e l’intera Regione, chiede, con la presente, lo stato di calamità naturale. Ecco il contenuto del fax inviato a firma del Sindaco dott. Giuseppe Mecca: “La nostra Amministrazione ha prontamente attivato il Piano Neve e con nota trasmessa alla Regione Basilicata, alla Provincia di Potenza ed alla Prefettura ha chiesto l’intervento della Protezione Civile. Per quanto sopra si ritiene necessario che il Presidente della Regione Basilicata possa assumere, il più rapidamente possibile, tale decisione atteso che gli ingenti danni al pubblico e privato patrimonio già subiti rischiano di aggravarsi notevolmente nelle prossime ore e compromettere anche la sicurezza dell’intera comunità che già vive momenti di grandi difficoltà. Le problematiche indotte dalle condizioni metereologiche che gravano sul nostro territorio, di carattere eccezionale, impongono provvedimenti ed interventi urgenti e di conseguenza la richiesta al Governo dello stato di calamità naturale assume un’importanza fondamentale e prioritaria”. Mentre la situazione neve nell’altro centro arbereshe di Ginestra, dove sono caduti altri 30 cm di neve, pur non essendo drammatica, è al limite della sopportabilità. Il Sindaco, dott. Giuseppe Mecca ha organizzato un incontro con la protezione civile e la croce rossa italiana, per un paese costituito dalla maggior parte da anziani, nel quale si evince: “Il Sindaco, in qualità di massima autorità di protezione civile, visto lo stato di emergenza dichiarato dalla Prefettura, attiva con uomini e mezzi le associazioni presenti sul territorio: la Croce Rossa per il servizio “Pronto Farmaco” e la Protezione Civile per richiesta di beni di prima necessità ed ogni eventuale esigenza si presenti di supporto alle attività comunali”. Intanto da tre giorni è rimasta bloccata la dottoressa di guardia medica, dopo il servizio di domenica notte, non ha potuto raggiungere la sede di Ripacandida, rimasta bloccata fino alla serata di martedì scorso. Attualmente è stata ospitata da una signora del posto ed è in attesa di essere prelevata dalle forze dell’Ordine per raggiungere la sede di lavoro. In fatto di viabilità, la provinciale n° 10 III tronco Ripacandida-Ginestra è stata riaperta dal Comune di Ripacandida con i mezzi a disposizione, l’impresa Di Felice con una grossa pala meccanica ha liberato la strada, in alcuni punti coperta due metri. Su questa strada vive una famiglia con una figlia bisognosa di cure, alla vista dei mezzi spartineve un sollievo per la famiglia Leopaldi. Sulla strada Ginestra-Venosa IV tronco sono all’opera dalle ore 13 due mezzi a disposizione della provincia, una terna munita di palla meccanica ed escavatrice ed un trattore con pala meccanica,  dopo due ore sono riusciti a “rompere” il tratto di strada più pericoloso dove si sono accumulati oltre due metri di neve. In serata raggiungeranno Venosa. Le scuole a Barile, Ripacandida e Ginestra resteranno chiuse fino a sabato prossimo.

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IL DIRETTORE DELLE POSTE DI GINESTRA, VENENDO DA RIPACANDIDA, FA DA APRIPISTA SU QUESTA STRADA.

IL DIRETTORE DELLE POSTE DI GINESTRA, VENENDO DA RIPACANDIDA, FA DA APRIPISTA SU QUESTA STRADA.

Posted on 04 febbraio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Finalmente dopo la tempesta arrivano gli interventi. La macchina organizzatrice spartineve della Provincia e di alcuni Comuni del Vulture ha funzionato già dalla prima mattinata di sabato 4 febbraio, anzi già nella serata del 3 febbraio mezzi spargisale della Provincia sulla Barile-Ginestra-Venosa erano già in funzione. Probabilmente, quei pochi centimetri di neve, caduti nella mattinata di venerdì scorso, che hanno mandato in tilt la viabilità provinciale Barile-Venosa (l’intera arteria era uno strato di ghiaccio, molte veicoli si sono bloccati, in salita, a pochi metri dall’imbocco della  superstrada Potenza-Melfi ),nonostante le previsioni dei giorni scorsi avessero preannunciato l’arrivo della neve, basti citare che i primi mezzi spalaneve della Provincia si sono mossi dopo le 9 ( a Ginestra un mezzo è transitato verso le 9,30), sono serviti da lezione alla Provincia. In caso di emergenza neve non bisogna guardare l’orario, bisogna intervenire e basta. Così è successo nella prima mattinata del 4 febbraio, nonostante i circa 30 cm di neve, la superstrada Potenza-Melfi, per chi proveniva da Venosa e Ginestra (e sono tanti, in particolar modo i tanti operai della Fiat-Sata di San Nicola di Melfi),era raggiungibile senza particolari problemi. A Ginestra, coperta da oltre 30 cm di neve, non si sono verificati problemi particolari, il direttore dell’Ufficio Postale,Mario Santomauro di Ripacandida, alle 7,30 ha aperto l’ufficio,garantendo il servizio pensione ai numerosi anziani del paese (che nonostante il freddo e la neve si sono presentati numerosi) ed anche il servizio Bonus Idrocarburi. Ha raggiunto Ginestra con la sua Panda 4×4, facendo da apristrada su questa arteria che in alcuni punti, in  contrada La Macchia, zona esposta ai venti, la neve accumulata raggiungeva anche i 50 cm, in quanto il mezzo spargisale della Provincia non era ancora transitato sulla Ripacandida-Ginestra. Quest’ultima strada sembra sia stata liberata dal mezzo comunale di Ripacandida, che ha liberato le strade interne anche del paese. Così anche a Ginestra, un trattore equipaggiato come spartineve, nelle prime ore del giorno ha liberato le strade principali del paese. L’unico problema, creato dalla notevole quantità di neve caduta, sulla strada che conduce al cimitero, i tanti rami spezzati dei pini che abbondano su questa strada (vedi foto). Le scuole di Ginestra, Ripacandida e Venosa sono rimaste chiuse con ordinanza del Sindaco.

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22 GENNAIO 1912 – 22 GENNAIO 2012 – Janari i Passionatit

22 GENNAIO 1912 – 22 GENNAIO 2012 – Janari i Passionatit

Posted on 22 gennaio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Lunedì ventidue Gennaio del millenovecentododici, in via Ascensione 24, nasceva Janari i Passionatit, mio padre.

La sua famiglia di umili origini, seppe educarlo secondo nobili primcipi e lui facendo tesoro di quelle basi sappe emergere, prima come pastore e poi con il solo bagaglio di arte e manualità, ereditata da suo  padre,  riuscitì a dare valore alla sua vita in modo egregio e dignitoso.

Il matrimonio con la sua amata Lina, nostraa madre, con cui ha condiviso tante difficoltà, oltre le vicissitudini della guerra, che li aveva divisi, sino a quel rocambolesco ritorno a piedi, da Riva di Trento sino in paese, che come un segno del destino termino’ il 2 maggio a ostilità concluse.

In seguito a questo episodio, ebbe inizio l’ascesa che lo condusse ad assumere una dignitosa posizione sociale ed economica.

Seppe consolidare un gruppo familiare che nell’ambiente del piccolo centro si distingueva per; rigore, onestà e validissima operosità.

Niente e nessuno ha mai potuto disgregare il modello di famiglia  realizzata, pur se i tentativi a tal proposito non furono né pochi e né flebili.

Donasti ad ognuno dei tuoi figli, il meglio di te, arte, operosità, parsimonia e caparbietà, ma per colpa della salute, che è venuta meno troppo presto, non hai avuto l’opportunità di trasferire compiutamente i valori in alcuni di essi, per questo motivo l’operosità divenne indifferenza e la parsimonia avarizia. Continue Reading

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GLI STATI GENERALI

GLI STATI GENERALI

Posted on 15 gennaio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Assistere alla visione del tg3 Calabria, vedere chi ha reso l’arberia cosi piatta e vuota di valori, mi ha fatto comprendere che è arrivato il tempo di scrivere la parola fine.

Nell’osservare quelle immagini con attenzione, appare in modo evidente la pregevole solida professionale d’arberia, peccato però, che frequentemente siano state utilizzate a ruoli invertiti.

Anni d’inconsapevoli e reiterate contraddizioni storiche, hanno consentito di rendere la minoranza non quel micro cosmo fatto di eccellenze e di uniche tipologie, perno su cui valorizzare l’intera etnia, ma globalizzarla e banalizzarla a tal punto che in essa nulla è più certezza.

Decenni in cui si è abbarbicati sul modello sub urbano che appartiene a tutto il meridione, senza porre l’accento sui modelli di convivenza e socializzazione che invece appartengono solo al popolo albanofono.

Sono stati creati gruppi di studio senza i titoli adeguati e nel caso specifico dell’arberia affidandolo molto spesso solo a quello universitario, privo di esperienza maturata a diretto contatto con il territorio.

Nascoste delibere per l’acquisizione di fondi utili a realizzare eventi in cui esperti del settore, se giustamente coinvolti, avrebbero potuto dare la giusta e la più idonea misura all’evento, ha contribuito a rendere la precaria minoranza sempre più labile.

I piccoli centri abitati non sono mai stati preservati e valorizzati, ma si è preferita la prassi dell’abbellimento a tutti i costi, quest’ultima ha portato a ritenere che ogni cosa vista ed apprezzata in altri contesti doveva essere parimente riprodotta nei piccoli centri albanofoni.

Il sistema utilizzato ha trasformato i piccoli centri in veri e propri cataloghi edilizi a cielo aperto, dove cromatismi, materiali, tipologie d’intervento dei più disparati sono messi a duro confronto, il risultato non ha fatto altro che rendere gli anfratti privi della loro identità

Esattamente un anno addietro, il 17 gennaio 2011, nella sede della Provincia di Potenza, trovandomi a svolgere una relazione su progetti pilota sulle emergenze architettoniche dei paesi albanesi, dopo aver avuto l’approvazione e i complimenti di tutti i convenuti, un sindaco calabrese di etnia arbëreshë, esordi dicendo che per quanto fosse interessante il progetto: “sordi nun’ ci stannu”.

Se questi sono i modi con cui si licenziano sani progetti, viene da chiedersi; ma in questi anni l’arberia chi l’ha rappresentata?

A questo punto, perché sono stato allertati gli stati generali, se fondi, per progetti di interesse per le minoranze etniche, diversi da quelli a cui siamo abituati, non erano e non saranno mai disponibili?

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IL POPOLO ARBERESHE SI RIUNISCE NEL RICORDO DI SKANDERBEG.

IL POPOLO ARBERESHE SI RIUNISCE NEL RICORDO DI SKANDERBEG.

Posted on 14 gennaio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Domenica 15 gennaio il piccolo centro arbereshe alla ribalta, grazie ai 544 anni della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg, l’eroe albanese che si oppose con tutte le forze dell’esercito albanese all’invasione turca per circa 20 anni. Dopo la sua sconfitta, molti profughi albanesi giunsero nell’italia meridionale, fondando Comuni come Ginestra, Barile e Maschito. E domenica questi tre centri, con le pro-loco (presenti con i rispettivi presidenti, Massimo Summa, Daniele Bracuto e Antonio Maulà) si ritroveranno per esaltare le proprie origini attraverso un fitto programma. L’appuntamento è previsto nella chiesa madre di San Nicola Vescovo (arricchito di icone e del maestoso mosaico bizantino raffigurante il Cristo Pantocratore realizzati dall’iconografo-mosaicista arbereshe, Josif Dobroniku, in bella evidenza si potranno ammirare i costumi albanesi realizzati dalla pro-loco ed amministrazione comunale) alle ore 10 dove gli amministratori comunali di Ginestra daranno il benvenuto agli illustri ospiti: prof. Donato Mazzeo, direttore della rivista BasilicatArbereshe, che traccerà un profilo storico sulla figura di Giorgio Skanderbeg; Mons Gianfranco Todisco, Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa che celebrerà la santa messa insieme a don Severino D’Amico, parroco di Ginestra.  Alle 12,15 seguirà la presentazione del libro: osservatorio sull’Albania della scrittrice-giornalista de la Stampa di Torino. Sarà presente il principe Giorgio Castriota Skanderbeg che rivolgerà un indirizzo di saluto. L’editore D’Agostino di Roma, presenterà il fumetto “Scandy”, una propiezione nell’attualità dell’eroe albanese ed europeo G.C.Skanderbeg, per la gioia dei bambini che avranno modo di conoscere questo principe. L’assessore regionale alla cultura, Rosa Mastrosimone concluderà gli interventi. Nel pomeriggio una breve visita al centro storico dove si potranno ammirare le botteghe dei sapori arbereshe, realizzate dall’amministrazione comunale.

La foto ritrae Skanderbeg riprodotto da un giovane appassionato di pittura Salvatore Malvasi da Barile.

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GINESTRA UN SOLO NATO NEL 2011, DEVID DI PACE. A FRONTE DEI NOVE DECEDUTI. UN PAESE CHE TENDE A REGREDIRE.

GINESTRA UN SOLO NATO NEL 2011, DEVID DI PACE. A FRONTE DEI NOVE DECEDUTI. UN PAESE CHE TENDE A REGREDIRE.

Posted on 05 gennaio 2012 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Il calo demografico della Regione Basilicata, scesa sotto le seicentomila abitanti da qualche anno, si riflette inevitabilmente sui piccoli centri. E’ il caso di Ginestra, piccolo centro del Vulture, fondata dagli arbereshe nella seconda metà del 1500. Nel 2011 c’è stata una sola nascita,Devid Di Pace nato il 9 agosto 2011, da Granicola e Giovanna Libutti. Nel paese c’è già qualcuno che si preoccupa, insieme naturalmente ai genitori, quando Devid avrà sei anni, frequenterà la prima elementare senza un compagno di classe! E pensare che nel 2011 ci sono stati sette matrimoni, con sei coppie emigrate e solo una  realmente residente a Ginestra.Sono decedute 9 persone. Al 31 dicembre 2011 i residenti risultano 746. Per la cronaca: un altro calo demografico nel paese si è riscontrato dieci anni fa, nel 2002, con la nascita di solo 3 bambini a fronte dei 14 nati del 2001, un anno con una cicogna generosa. Questi 17 bambini frequentano la IV^ e V^ elementare del paese,stanno insieme in una pluriclasse. Il boom di nascite si è avuto nel 2008 con l’arrivo di 16 bambini! In totale i bambini che frequentano la scuola elementare del paese sono poco 41!Avvicinato il responsabile dell’Ufficio Anagrafe del Comune, che lamenta questo calo demografico della popolazione,riferisce: “i piccoli Comuni soffrono questo calo demografico, anche se Ginestra poteva evitare questa crisi in quanto nel passato erano attivi insediamenti industriali, quali L’Arquati, che dava lavoro a ben 40 famiglie del paese e dei Comuni limitrofi. Ci poteva essere una stabilità delle nascite, sparita questa fabbrica è iniziato il calo demografico e questa forzata emigrazione, vedi i sette matrimoni del 2011, di cui solo una coppia risiede stabilmente a Ginestra.Possibile che in Basilicata siamo così poveri che si emigra ancora o non si fanno figli? Nonostante le tante risorse e potenzialità che offre la nostra regione”. Giovanni Musto di Ginestra, coltivatore diretto, ha deciso di investire nel paese,ha sposato una donna di Melfi ed ha quattro figli, su questo calo demografico ha le idee chiare: “ la donna, oggi rispetto al passato, non è più proiettata a svolgere quel ruolo naturale di mamma, ma pensa più alla carriera”.

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