Archive | luglio, 2018

SCACCIAMO LA VOLPE ARBËRESHË

Protetto: SCACCIAMO LA VOLPE ARBËRESHË

Posted on 30 luglio 2018 by admin

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BARILE-GINESTRA META DEI VIAGGIATORI INGLESI ALLA RICVERCA DELLA CUCINA ARBËRESHË

BARILE-GINESTRA META DEI VIAGGIATORI INGLESI ALLA RICVERCA DELLA CUCINA ARBËRESHË

Posted on 24 luglio 2018 by admin

Inglesi 1POTENZA (di Lorenzo Zolfo) – Per la prima volta degustati il piatto barilese tumact me tulez ed il piatto di ginestra dores, da alcuni giorni Vicky Bennison, la direttrice di Pasta Grannies, un canale inglese, abbastanza seguito non solo in Europa, ma dal 30% degli americani, si trova in Basilicata, per visitare alcuni paesi dove si realizzano piatti locali particolari.

Lo scorso 16 luglio ha visitato i due centri arbëreshë del Vulture, Barile e Ginestra. Vicky Bennison, l’operatore Gavin e la traduttrice italiana Alessandra, una siciliana trapiantata a Londra, in mattinata hanno visitato Barile ed accolti nella pro-loco, presieduta da Daniele Bracuto e dal presidente dell’ Unpli Basilicata, Rocco Franciosa. Hanno assistito alla realizzazione di un piatto tipico arbëreshë, preparate da alcune anziane del posto, il piatto Tumact me Tulez( tagliatelle con mollica di pane) degustato dagli ospiti inglesi con l’assaggio di un bicchiere del buon aglianico doc del vulture.

Nel pomeriggio hanno fatto tappa a Ginestra dove sono state accolti da due signore-anziane del paese, Sabina e Nina che hanno realizzato il piatto arbëreshë( in via di estinzione) DORES ( si pronuncia Dos).

Una pasta in casa con salsa di pomodoro, basilico, cipolla, nocemoscata,sale,carne di maiale, aggiunto dopo la cottura ragu’ ed una spolverata di pecorino.

Gli ospiti hanno degustato questo piatto e si sono meravigliati del fatto che non viene più preparato nelle case di Ginestra.

A spiegarlo la stessa signora Sabina, la quale , mentre,  continua a mangiare sempre pasta in casa con altri ingredienti come i ceci: “ i giovani non hanno voglia di copiarci, preferiscono quei piatti veloci che si fanno in poco tempo”.

La colpa è da attribuire alla frenesia della vita moderna che fa perdere le vecchie tradizioni ritenute ancora salutari.

In seguito il gruppo di degustatori ha fatto una breve visita alla chiesa madre di San Nicola Vescovo, scrigno d’arte di mosaici e icone bizantine oltre alle botteghe dei sapori arbëreshë di piazza Ciriello, dove ha completato il tour arbëreshë ginestrino.

L’ultima tappa degli inglesi è stata Maschito, altro centro arbëreshë che ha dato i natali all’ingegnere Giura, progettista del primo ponte sospeso, quello del Garigliano.

Il gruppo inglese farà tesoro di questa cucina arbëreshë, a noi rimane la speranza che l’eco si amplifichi e possa far giungere turisti inglesi ed americani nella macroarea arbëreshë del Vulture e del Sarmento.

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E IL RISPETTO PER LA STORIA E LA CULTURA E IL GERMANO DOVE STANNO?

Protetto: E IL RISPETTO PER LA STORIA E LA CULTURA E IL GERMANO DOVE STANNO?

Posted on 22 luglio 2018 by admin

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LA ROTTA MEDITERRANEA ARBËRESHË; SECONDO LA STORIA DELL'ARCHITETTURA

Protetto: LA ROTTA MEDITERRANEA ARBËRESHË; SECONDO LA STORIA DELL’ARCHITETTURA

Posted on 18 luglio 2018 by admin

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IL GIARDINO LA CASA E L’ORTO DEGLI ARBËRESHË

IL GIARDINO LA CASA E L’ORTO DEGLI ARBËRESHË

Posted on 10 luglio 2018 by admin

IL GIARDINO LA CASA E L’ORTO DEGLI ARBËRESHË

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Le famiglie allargate, tipiche della regione storica, dopo le note vicende di confronto e scontro con le genti indigene, s’insediarono negli ambiti strategicamente volti a oriente, ripopolando i villaggi (Katundeth) e dare avvio al “genius loci arbëreshë” (discorso o concetto antico, sfuggito ai ricercatori d’arberia).

Il primo solco prodotto nei territori ritrovati è stato l’atto di circoscrivere e delimitare le aree di pertinenza familiare, in seguito (secondo dinamiche urbanistiche legate all’orografia prescelta) diverranno gli odierni Rioni; al fondamentale atto seguì l’edificazione delle rudimentali Kaljve (in questa epoca, Pagliai) in aderenza all’orto botanico posto a vurvinatura (Kopsti).

Gli aspetti e le vicende che seguono l’itinerario storico degli arbëreshë da ora in avanti sono molteplici e abbracciano un’innumerevole quantità di temi; tuttavia in questo breve, viene trattato l’orto (Kopështi) del quale ogni gruppo famigliare allargato disponeva e utilizzava sin dalle ere in cui rivestivano le vesti di stradioti a difesa dei themati bizantini.

È noto che solo nel basso medioevo ebbero grande diffusione le droghe per insaporire i cibi per degustare sapori insoliti; a tal proposito è bene sottolineare che vi fu un forte incremento di ricette, alla ricerca della spezia più  rara, almeno per la porzione di popolazione più ricca che usava cibarsi dalla parte commestibile degli animali macellati da vivi.

Cosa non mancava in ogni pasto preparato, diversamente dalla carne, erano le erbe e gli ortaggi, giacché, di facile reperibilità, come lo diverranno le spezie per insaporire i cibi rnella maggior parte delle ricette, oltretutto, in quantità sempre crescenti e considerevoli.

I breve tempo le spezie da medicali divennero anche f alimentare per caratterizzare i cibi  di ogni genere cosi come detto e spiegato prima.

Quindi l’esperienza millenaria medica popolare grazie agli orti botanici, consente di ottenere naturalmente essenze indispensabili per la guarigione mediante le piante (Fitoterapia) e fornisce anche spezie, ingredienti, in tutto i sapori, per l’arte del cucinare.

Non vi è dubbio che la metrica con cui si realizzavano “orti botanici” è millenaria, essa risale per la nostra ricerca, ai tempi degli Stradioti, abituati, per strategie dell’epoca, ad innalzare  i loro piccoli avamposti isolati da ogni dove,.

Questo dato rendeva indispensabile costruire il loro presidio medico secondo l’antico modello, che poi nel XII secolo venne acquisito sin anche dalla scuola di medicina  Salernitana, con il noto giardino della Minerva.

Kopshti per gli arbëreshë ha assunto storicamente il ruoli di orto botanico, indispensabile presidio sanitari ove far germogliare una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici; l’attività era indispensabile per poter rispondere alle esigenze e le attività di guarigione, ottenute grazie alla realizzazione di infusi magie e preghiere, unica forma di arte tradizionale curativa.

L’attività curativa si articolava attraverso la Fitoterapia, guarigioni ottenuta con l’ausilio di piante, la Zooterapia, guarigione ottenuta mediante gli animali o loro derivati; entrambe erano associate a terapie Magiche/Spirituali, infusi, amuleti, riti e preghiere garantivano guarigioni che secondo i punti di vista dell’epoca erano complete e se ciò non avveniva, era segno che forze occulte superiori, avevano preso il sopravvento.

Sono i guaritori locali, gli utilizzatori di questi ingredienti, essi sono coloro che aiutano, trattano e danno soluzione a tutte le malattie e gli avvenimenti sotto la visione esoterica/spirituale.

Gli Uomini per la meteorologia e le malattie delle piante e terreni, le donne per la salute del genere umano; essi offrono un servizio fondamentale alla comunità locale e non solo.

La loro notorietà supera sin anche gli ambiti locali, giacché riescono a curare, a loro dire, oltre a emicrania, dolori generici, il mal vento, mal d’arco, mal di gola e problemi intestinali, essi trattano il malocchio, sia per via esoterica e sia per intercessione divina.

Gli orti sono sempre stati un elemento indispensabile nella vita degli insediamenti di regione storica, essi trovavano sistemazione nel centro abitato, e appena nella prima periferia, specie a ridosso o nei pressi delle fabbriche più rappresentative, secondo una classificazione sociale che in apparenza non esisteva, ma di fatto, divideva in tre categorie fondamentali la popolazione sin dai tempi di primo insediamento.

Lo stesso periodo in cui la chiesa si dilettava a immaginare crociate nei quadroni di Basiliano, Laticio e Ortodeo, con santi e icone che lasciavano spazio ai guaritori; tuttavia queste due tematiche religiose e sociali sono già state largamente dibattute nel corso degli innumerevoli safari storicistici, motivo per il quale al momento si preferisce lasciare la scena al loro dire.

 

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LA VIVANDIERA CREDE DI ESSERE LA SPOSA

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Posted on 05 luglio 2018 by admin

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MOMENTI E OCCASIONI DI MINORANZA

Protetto: MOMENTI E OCCASIONI DI MINORANZA

Posted on 03 luglio 2018 by admin

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BISOGNA ESSERE PERVERSI PER DISTRUGGERE I LUOGHI DELL’INFANZIA ALTRUI.

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Posted on 01 luglio 2018 by admin

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