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GLI ARBËRESHË SABATO 11 FEBBRAIO COMMEMORANO I DEFUNTI

GLI ARBËRESHË SABATO 11 FEBBRAIO COMMEMORANO I DEFUNTI

Posted on 05 febbraio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio PIzzi) – In tutte le comunità di etnia arbëreshë, legate ancora al rito greco-bizantino, i defunti sono commemorati nel mese che gli antichi greci chiamavano “antesterione”, nello specifico, il periodo dalla prima metà del mese di febbraio, in altre parole il sabato precedente la domenica di Carnevale, ovvero, quindici giorni antecedenti la Quaresima.

Quest’anno la ricorrenza coincide con Sabato 11 febbraio, ma  il rito ha inizio il mercoledì con l’accensione dei tradizionali lumini ad olio.

Piccoli contenitori cilindrici in terracotta o semplici bicchieri in vetro, vengono riempiti in parte con acqua e poi completati con parsimoniose quantità di olio d’oliva, la miccia (Fitìli), solidarizzata in un anello di sughero gli assicura l’adeguato galleggiamento, tale da avere la fiammella sempre nella parte più alta dell’invaso e diffondere  un’illuminazione costantemente uniforme.

Le donne arbëreshë nei giorni precedenti la ricorrenza con semplici e antichi rituali gesti, preparano un numero sufficiente di fitìli, idonei a coprire l’intero arco dell’evento.

Il lumino perennemente acceso garantisce la luce essenziale per i defunti, poiché  la credenza racconta che Gesù Cristo in quel giorno conceda il permesso alle anime di uscire dall’oltretomba e fare ritorno in superficie e aggirarsi nei contesti di vita terrena.

La commemorazione, nei paesi albanesi, assume le caratteristiche di una festa popolare, durante la quale i morti si uniscono ai vivi.

La funzione religiosa ha inizio la mattina di sabato 11 febbraio con la processione che si avvia dalla chiesa matrice e prende la via del cimitero, cantando i salmi in liturgia bizantina. Continue Reading

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PRO-LOCO ZHURIAN – SI RINNOVA IL BABBO NATALE ITINERANTE, MOMENTI DI GIOIA NON SOLO PER I BAMBINI MA ANCHE PER GLI ANZIANI

PRO-LOCO ZHURIAN – SI RINNOVA IL BABBO NATALE ITINERANTE, MOMENTI DI GIOIA NON SOLO PER I BAMBINI MA ANCHE PER GLI ANZIANI

Posted on 27 dicembre 2011 by admin

GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Ancora una volta la pro-loco Zhurian ha portato a termine con il suo Babbo Natale Itinerante le attività del 2011.Una manifestazione che si trascina da oltre 10 anni. Un Babbo Natale arricchito di una novità da quest’anno,Vanessa (il nome del cavallo) ed il suo calesse, oltre a portare gioia ai bambini del paese (vedi foto), ha portato un gesto di sollievo anche ai tanti anziani del paese che vivono soli (vedi foto). Antonio Summa, proprietario del cavallo di nome Vanessa, ha riferito: “sono anni che si rinnova questa tradizione alla vigilia del Natale portando doni nelle case dei bambini con i mezzi più svariati. Abbiamo iniziato con motocarri, trattori fino ad arrivare al cavallo, gioia per i bambini. Questa manifestazione la facciamo spinti non solo dalla tradizione, ma soprattutto dal cuore, indipendentemente da chi partecipa come figurante e come famiglia”. Annalisa Pipolo emigrata a Milano, si trova in questi giorni a Ginestra dai genitori, è la prima volta che vede il Babbo Natale itinerante: “una manifestazione ricorrente di questo periodo dove nei piccoli centri si rievoca di più l’atmosfera natalizia, rispetto alla città. Complimenti alla pro-loco”. Il momento più esaltante e commovente di questo evento è stato quando dagli anziani del paese, alla vista dei Babbo Natale,usciva un sorriso.

Le foto riprendono momenti del Babbo Natale Itinerante.

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SONO TRE I NUOVI PARROCI ALLA GUIDA DI ALTRETTANTE PARROCCHIE ITALO-ALBANESI DEL COSENTINO

SONO TRE I NUOVI PARROCI ALLA GUIDA DI ALTRETTANTE PARROCCHIE ITALO-ALBANESI DEL COSENTINO

Posted on 08 dicembre 2011 by admin

SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Tre parroci di rito bizantino, alla guida di altrettante parrocchie di centri italo-albanesi del cosentino, sono stati gratificati del titolo di “protopresbitero”, ossia arciprete.

Il riconoscimento, derivante dagli incarichi espletati e dalla matura età, è stato conferito ai papàs Pietro Minisci, Vittorio Scirchio e Pietro Lanza,  da anni a capo rispettivamente delle parrocchie di S. Cosmo Albanese, S. Giorgio Albanese e di quella di rito orientale del SS Salvatore a Cosenza.

L’atto di conferimento di tale dignità ecclesiastica, segno di apprezzamento dell’attività pastorale svolta dai tre parroci, è stato sottoscritto da monsignore Salvatore Nunnari, arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, vice presidente della Conferenza Episcopale Calabrese e  dall’agosto 2010 amministratore apostolico della diocesi cattolica di rito bizantino, italo–greco–albanese di Lungro.

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FRA TOMMASO CAMPANELLA DA STILO DI CALABRIA 1568 – PARIGI 1639

FRA TOMMASO CAMPANELLA DA STILO DI CALABRIA 1568 – PARIGI 1639

Posted on 10 settembre 2011 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Tommaso Campanella nacque a Stilo in provincia di Reggio in Calabria il 5 Settembre 1568, di umili origini, si distinse fin dalla prima giovinezza per la prodigio­sa memoria e la grande capacità di apprendimento.

L’epoca del Campanella è un tempo ricco di grandi e dram­matici contrasti: la rottura definitiva dell’unità del mondo cattolico, da un lato, porta con la Riforma, alla maturazione delle premesse storiche poste dall’Umanesimo e dal Rina­scimento; dall’altro, si da inizio, in l’Italia e in particolare nel Mezzogiorno ad un lungo periodo d’involu­zione politica e sociale, che vede nascere e fiorire la Contro­riforma e stabilizzarsi la dominazione congiunta dell’impero di Spagna e dell’inquisizione.

Fra Tommaso 1582 entrò nell’ordine domenicano, dove ricevette una prima formazione filosofica di stampo aristotelico.  

Trasferitosi nella capitale partenopea nel corso del 1590, pub­blicò gli otto libri della Philosophia sensibus demonstrata, una dife­sa della filosofia di Telesio dagli attacchi degli aristotelici.

Dopo due anni, per un’accuse infondate e di oscure origini, a cui era abituato a rispondere con la frase: ho consumato più olio io che vino i miei accusatori, fu processato dal tribunale del suo ordine religioso e costretto a rientrare in Calabria. Continue Reading

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I RITI DELLA PASQUA ARBERESHE

I RITI DELLA PASQUA ARBERESHE

Posted on 20 aprile 2011 by admin

ARBERIA (di Adriano Mazziotti) – Cristòs Anèsti (Cristo è risorto). E’ il canto di gioia che da mezzogiorno del sabato di Pasqua, viene intonato nelle chiese dei centri arbëreshë ricadenti nella giurisdizione della eparchia di Lungro, ancora legati alla tradizione religiosa della Chiesa orientale, che “per la festa delle feste” scrivono una pagina significativa, ricca di suggestivi e antichi rituali.

Canto in greco, Kristòs Anèsti, ripetuto da sabato, per quaranta giorni fino alla festa dell’Ascensione in tutte le funzioni religiose, quasi a marcare la gioia della comunità cristiana profondamente coinvolta nel dare l’annuncio della vittoria di Gesù sulla morte.

E’ la Pasqua di Resurrezione, la ricorrenza più ricca di tradizioni e per questo la più importante, forse più del Natale; perchè da venti secoli ripropone puntualmente il fondamento della morte e della resurrezione, che vanno al di là del fatto personale di Cristo, per diventare fatto storico, di tutta l’umanità.

Non a caso questa Festa cade sempre in primavera, stagione durante la quale la natura risorge e rifiorisce. Continue Reading

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LA SCUOLA LA RELIGIONE E GLI ALBANOFONI

LA SCUOLA LA RELIGIONE E GLI ALBANOFONI

Posted on 19 aprile 2011 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – La popolazione albanofona prevalentemente è allocata all’interno dell’antico regno delle due Sicilie, nello specifico, la fetta più importante della comunità ha trovato il giusto riferimento orografico a nord di Cosenza nel territorio a ridosso delle Valli dove scorrono i fiumi Crati e Coscile.

Trovarono dimora in quegli anfratti dove era facile garantirsi clima mite, abbondanti presidi idrici, pascoli ed i frutti che offriva la generosa terra.

I comuni, nei quali ancor oggi si può ascoltare il riecheggiare della parlata arbëreshë, sono ubicati a sud dell’Appennino Lucano, tra il massiccio del Pollino e l’altipiano Silano, elencando da nord verso sud tro­viamo: San Costantino Albanese, San Paolo Albanese Farneta, Castroregio, Plataci, Civita, Frascineto, San Basile, Firmo, Lungro, Acquaformosa; continuando più a sud, sulla Catena della Mula abbiamo: Santa Caterina Albanese, Cerreto, San Benedetto Ullano, Cervicati, Mongrassano, Cavallerizzo, San Giacomo, San Martino di Finita e Rota Gre­ca, chiude; il sistema abitativo sulle pendici della catena Falconara Albanese, quest’ultima è l’unica ad affacciare a mo di vedetta sul mar Tirreno; al centro di questo singolare sistema comunitario su una collina al centro delle Valli, si stendono i centri di Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo; a destra della Valle del Crati e precisamente a nord della Sila Greca risiede la comunità più ricca di tradizioni storiche e culturali, ne fanno parte: Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio C., San Cosmo A., Vaccarizzo A. e San Giorgio A.; Continue Reading

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GLI ARBERESHE RICORDANO I LORO DEFUNTI

GLI ARBERESHE RICORDANO I LORO DEFUNTI

Posted on 28 febbraio 2011 by admin

SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Nei centri albanofoni  di confessione cattolica e di tradizione greco-bizantina, quella di sabato 26 febbraio è stata una giornata velata di profonda tristezza, dedicata alla riflessione, alla preghiera e caratterizzata dal massiccio pellegrinaggio di fedeli nei cimiteri.

Estato il giorno commemorativo  dei “defunti  arbëreshe”, l’ appuntamento religioso più caratterizzante, partecipato e sentito nei centri calabro-albanesi.

Una commemorazione  nel corso della quale si accentua, ancora  più della ricorrenza latina del due novembre, il legame costante con chi ha lasciato questo mondo per sempre.

Una giornata strettamente legata alla simbologia della Resurrezione, che oscilla in dipendenza delle festività pasquali ed esattamente cade il sabato precedente la domenica di Carnevale e quindici giorni prima dell’inizio della Quaresima.

 Per gli arbëreshë si tratta di una vera “festa dei morti”, celebrata alle soglie della primavera che prende il posto dell’inverno, in  un periodo dell’anno in cui la natura incomincia lentamente a svegliarsi e a  rinascere.

 Probabilmente proprio per questa convinzione, sulla scia di una tradizione che si perde nella notte dei tempi e piena di significati religiosi, si pensa che le anime dei defunti nel giorno dedicato alla loro memoria lascino per l’intera settimana i luoghi di riposo eterno per ritornare tra i vivi, visitando quelle che una volta erano le loro abitazioni. Continue Reading

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ZOTI GIOVANNI CAPPARELLI

ZOTI GIOVANNI CAPPARELLI

Posted on 27 ottobre 2010 by admin

NAPOLI – (di Atanasio Pizzi)

Era l’alba del 18 giugno 1944, il cielo si mostrava terso e durante tutta la notte c’erano state abbondanti precipitazioni piovose.

In paese tutti si preparavano ad accogliere in un corale e caloroso abbraccio il nuovo prete, padre Giovanni Capparelli da Acquaformosa.

La giornata era frenetica e tutti si aspettavano il prete giusto che desse continuità alla onorabile storia eclesiale sofiota.

Le ore passavano e la Balilla che tutti si auspicavano di vedere non appariva, ka bota kukie, ormai era l’imbrunire e i sofioti avevano quasi tutti raggiunto delusi le proprie case.

All’improvviso il vociferare di porta in porta annunciò che il nuovo prete era arrivato, in ritardo, poichè i danni provocati dal maltempo della sera prima lo aveva costretto a fare un giro più lungo, ironia aveva voluto che forata una ruota avevano penato per un giorno intero a Terranova da Sibari per poterla riparare. Continue Reading

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L’URBANISTICA E I PERCORSI RELIGIOSI

L’URBANISTICA E I PERCORSI RELIGIOSI

Posted on 20 ottobre 2010 by admin

NAPOLI – (di Atanasio Pizzi)

Il popolo di profughi Albanesi, alla fine del XV secolo, approdati nelle rive della Sibaritide, portava con se il grande patrimonio di tradizioni, oralmente tramandate, e il credo religioso Greco Bizantino.

L’attaccamento alla regole e alla religione, hanno sempre scandito le stagioni degli Arbëreshë, tramandando sino ad oggi gli stessi riti.

Essi trovarono dimora, utilizzando gli anfratti e le grotte naturali delle colline calabresi, riuscendo a garantirsi un decente sostentamento grazie alle ricchezze che offriva l’antico e incontaminato territorio ai piedi della Sila. Continue Reading

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