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PRIMA DI DARE SENSO ALLA REGIONE STORICA ARBËRESHË PARLIAMO DELLO STORICO

Posted on 29 ottobre 2018 by admin

NAPOLI(di Atanasio Pizzi) – Storico, significa della storia, che appartiene a questa, perché indagine, ricostruzione di fatti secondo una linea di sviluppo di ricerche, di studio, di esame, successione di eventi processo che indaga su epoche passate uomini, rapporti sociali intercorsi tra essi, l’ambiente naturale e quello costruito che li circonda a breve e lunga distanza.

Chiaramente tutti questi elementi devono essere realmente esistiti, in contrapposizione all’immaginario, il leggendario e il personalismo a impronta romana che ha diffuso l’abitudine di divulgare cattivamente avvenimenti, uomini e cose.

Sarebbe il caso di fissare per bene il senso di questo nobile mestiere e quanti si “cementano nel monolite inventato, ricordino di conserva il senso specifico di ogni età, della successione delle epoche e, infine, delle costanti che ci permettono di parlare di un’unica e medesima storia.

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Tuttavia quanti fanno un’affermazione a vent’anni, a venticinque, a trenta, e la rifanno a settanta, di solito, sono dei mediocri, perché non può rimanere attaccato come un’ostrica al suo guscio e se lo fa, ha finito di fare lo storico; in quanto fa il teologo o il politico.

Gli storici sono persone che scrivono troppo male per articolare su un quotidiano e riversare il contenuto dei loro editoriali.

Scrivere la storia fonda le radici su criteri di scelta e di valori, di fronte a questo impegno ed ai pericoli dell’arbitrio, lo storico deve descrivere gli avvenimenti «esattamente come si svolsero».

Se chi si carica di questa responsabilità, svolge il proposito con la serietà che si conviene, e con tutte le conseguenze che ne derivano; egli deve sentirsi impegnato ad applicare nel suo compito di scelta e di valutazione non semplicemente i criteri del suo tempo, ma piuttosto di giudicare ogni epoca col metro dell’epoca stessa.

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