Posted on 12 giugno 2012 by admin
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Posted on 31 maggio 2012 by admin
SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Partendo dalla fondazione dell’istituto religioso “Corsini” di S. Benedetto Ullano, e dell’annesso Liceo sono stati ricordati alla grande all’ombra dello storico Istituto, con una cerimonia molto apprezzata dai tanti presenti e dai relatori.
Il rettore del Seminario Italo-Greco-Albanese di Cosenza, papàs Pietro Lanza, l’arciprete di S. Demetrio C., Andrea Quartarolo, il viceprefetto di Cosenza, Giuseppe Di Martino, l’assessore provinciale Maria Francesca Corigliano, il direttore regionale Rai, Demetrio Crucitti; e inoltre l’ambasciatore di Albania, Llesh Kola, il viceambasciatore della repubblica del Kosovo, Avni Hasani.
Hanno preso parte anche il sindaco, on. Cesare Marini e il prof. dell’Unical Franco Altimari. Voluto e organizzato dal dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo di S. Demetrio Corone, Antonio Iaconianni, e patrocinato dal Comune, l’incontro ha acceso i riflettori sul Collegio Italo-Albanese di Sant’Adriano, attorno al quale ha ruotato la storia di questo centro, quella calabrese e della etnia arbëreshe.
La sua storia inizia nel 1732 a San Benedetto Ullano per interessamento del papa Clemente XII.
Alla base della sua istituzione vi era la volontà di garantire l’educazione e l’istruzione gratuita negli studi classici, teologici e nei riti ecclesiastici alla gioventù arbëreshë cattolica di rito bizantino, desiderosa di intraprendere la carriera ecclesiastica.
Nel decennio napoleonico, il Collegio venne elevato a Liceo delle due Calabrie, e non pochi furono, più tardi, gli studenti Italo-Albanese che divennero protagonisti dei moti risorgimentali calabresi.
Gli inizi del ‘900, ormai spoglio dei principi religiosi che furono alla base della sua fondazione, il Collegio fu inserito nel protocollo di intesa politico-culturale tra il Governo italiano e l’Albania.
Tra gli studenti, vennero ospitati anche una dozzina di giovani albanesi a spese del Governo italiano; da qui l’aggiunta di “Istituto Internazionale Italo-Albanese”. Continue Reading
Posted on 06 maggio 2012 by admin
Nell’ambito delle attività culturali della Sezione di Albanologia, lunedì 7 maggio 2012, alle ore 11.00, nell’ AULA MULTIMEDIALE DEL DIPARTIMENTO (2° piano, CUBO 20B),
il prof. Rexhep Ismajli, dell’Accademia delle Scienze e delle Arti del Cossovo, terrà una conferenza sul tema:
I LEGAMI LINGUISTICI TRA ROMENO E ALBANESE
Në kuadrin e aktiviteteve kulturore të Degës së Albanologjisë, të hënën 7 maj 2012, në orën 11.00, në Sallën Multimediale të Departamentit,
prof. Rexhep Ismajli, i Akademisë së Shkencave dhe Arteve të Kosovës, do të mbajë një konferencë mbi temën:
LIDHJET GJUHËSORE MIDIS RUMANISHTES DHE SHQIPES
Posted on 01 aprile 2012 by admin
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Posted on 12 febbraio 2012 by admin
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Posted on 10 febbraio 2012 by admin
Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Comitato di Latina; La Provincia di Latina
in collaborazione con:
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione, Archivio di Stato di Latina Ufficio Scolastico Regionale
Organizza la mostra dal titolo:
NEL CENTOCINQUANTENARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA. LA PROVINCIA DI LATINA. TERRITORI, ECONOMIA, SOCIETÀ’, ISTITUZIONI, FERMENTI POLITICI E CULTURALI. QUESTIONI E IMMAGINI.
Dirczione scientifica: Aldo Di Biasio, Fausto Orsini, Pier Giacomo Sottoriva
Elaborazioni grafiche: Livio Pizzi
Posted on 08 febbraio 2012 by admin
GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Con lettera inviata al presidente della Giunta Regionale, al Prefetto ed al presidente della provincia di Potenza,L’Amministrazione Comunale di Barile, viste le intense nevicate che perdurano già da alcuni giorni e che hanno interessato l’area nord Basilicata e l’intera Regione, chiede, con la presente, lo stato di calamità naturale. Ecco il contenuto del fax inviato a firma del Sindaco dott. Giuseppe Mecca: “La nostra Amministrazione ha prontamente attivato il Piano Neve e con nota trasmessa alla Regione Basilicata, alla Provincia di Potenza ed alla Prefettura ha chiesto l’intervento della Protezione Civile. Per quanto sopra si ritiene necessario che il Presidente della Regione Basilicata possa assumere, il più rapidamente possibile, tale decisione atteso che gli ingenti danni al pubblico e privato patrimonio già subiti rischiano di aggravarsi notevolmente nelle prossime ore e compromettere anche la sicurezza dell’intera comunità che già vive momenti di grandi difficoltà. Le problematiche indotte dalle condizioni metereologiche che gravano sul nostro territorio, di carattere eccezionale, impongono provvedimenti ed interventi urgenti e di conseguenza la richiesta al Governo dello stato di calamità naturale assume un’importanza fondamentale e prioritaria”. Mentre la situazione neve nell’altro centro arbereshe di Ginestra, dove sono caduti altri 30 cm di neve, pur non essendo drammatica, è al limite della sopportabilità. Il Sindaco, dott. Giuseppe Mecca ha organizzato un incontro con la protezione civile e la croce rossa italiana, per un paese costituito dalla maggior parte da anziani, nel quale si evince: “Il Sindaco, in qualità di massima autorità di protezione civile, visto lo stato di emergenza dichiarato dalla Prefettura, attiva con uomini e mezzi le associazioni presenti sul territorio: la Croce Rossa per il servizio “Pronto Farmaco” e la Protezione Civile per richiesta di beni di prima necessità ed ogni eventuale esigenza si presenti di supporto alle attività comunali”. Intanto da tre giorni è rimasta bloccata la dottoressa di guardia medica, dopo il servizio di domenica notte, non ha potuto raggiungere la sede di Ripacandida, rimasta bloccata fino alla serata di martedì scorso. Attualmente è stata ospitata da una signora del posto ed è in attesa di essere prelevata dalle forze dell’Ordine per raggiungere la sede di lavoro. In fatto di viabilità, la provinciale n° 10 III tronco Ripacandida-Ginestra è stata riaperta dal Comune di Ripacandida con i mezzi a disposizione, l’impresa Di Felice con una grossa pala meccanica ha liberato la strada, in alcuni punti coperta due metri. Su questa strada vive una famiglia con una figlia bisognosa di cure, alla vista dei mezzi spartineve un sollievo per la famiglia Leopaldi. Sulla strada Ginestra-Venosa IV tronco sono all’opera dalle ore 13 due mezzi a disposizione della provincia, una terna munita di palla meccanica ed escavatrice ed un trattore con pala meccanica, dopo due ore sono riusciti a “rompere” il tratto di strada più pericoloso dove si sono accumulati oltre due metri di neve. In serata raggiungeranno Venosa. Le scuole a Barile, Ripacandida e Ginestra resteranno chiuse fino a sabato prossimo.
Posted on 04 febbraio 2012 by admin
GINESTRA (di Lorenzo Zolfo) – Finalmente dopo la tempesta arrivano gli interventi. La macchina organizzatrice spartineve della Provincia e di alcuni Comuni del Vulture ha funzionato già dalla prima mattinata di sabato 4 febbraio, anzi già nella serata del 3 febbraio mezzi spargisale della Provincia sulla Barile-Ginestra-Venosa erano già in funzione. Probabilmente, quei pochi centimetri di neve, caduti nella mattinata di venerdì scorso, che hanno mandato in tilt la viabilità provinciale Barile-Venosa (l’intera arteria era uno strato di ghiaccio, molte veicoli si sono bloccati, in salita, a pochi metri dall’imbocco della superstrada Potenza-Melfi ),nonostante le previsioni dei giorni scorsi avessero preannunciato l’arrivo della neve, basti citare che i primi mezzi spalaneve della Provincia si sono mossi dopo le 9 ( a Ginestra un mezzo è transitato verso le 9,30), sono serviti da lezione alla Provincia. In caso di emergenza neve non bisogna guardare l’orario, bisogna intervenire e basta. Così è successo nella prima mattinata del 4 febbraio, nonostante i circa 30 cm di neve, la superstrada Potenza-Melfi, per chi proveniva da Venosa e Ginestra (e sono tanti, in particolar modo i tanti operai della Fiat-Sata di San Nicola di Melfi),era raggiungibile senza particolari problemi. A Ginestra, coperta da oltre 30 cm di neve, non si sono verificati problemi particolari, il direttore dell’Ufficio Postale,Mario Santomauro di Ripacandida, alle 7,30 ha aperto l’ufficio,garantendo il servizio pensione ai numerosi anziani del paese (che nonostante il freddo e la neve si sono presentati numerosi) ed anche il servizio Bonus Idrocarburi. Ha raggiunto Ginestra con la sua Panda 4×4, facendo da apristrada su questa arteria che in alcuni punti, in contrada La Macchia, zona esposta ai venti, la neve accumulata raggiungeva anche i 50 cm, in quanto il mezzo spargisale della Provincia non era ancora transitato sulla Ripacandida-Ginestra. Quest’ultima strada sembra sia stata liberata dal mezzo comunale di Ripacandida, che ha liberato le strade interne anche del paese. Così anche a Ginestra, un trattore equipaggiato come spartineve, nelle prime ore del giorno ha liberato le strade principali del paese. L’unico problema, creato dalla notevole quantità di neve caduta, sulla strada che conduce al cimitero, i tanti rami spezzati dei pini che abbondano su questa strada (vedi foto). Le scuole di Ginestra, Ripacandida e Venosa sono rimaste chiuse con ordinanza del Sindaco.
Posted on 22 gennaio 2012 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Lunedì ventidue Gennaio del millenovecento dodici, in via Ascensione 24, nasceva Janari i Passionatit, mio padre.
La sua famiglia di umili origini, seppe educarlo secondo nobili principi e lui, facendo tesoro di quelle basi, seppe emergere prima come pastore e poi con il solo bagaglio di arte e manualità, ereditata da suo padre, riusciti a dare valore alla sua vita in modo egregio e dignitoso.
Il matrimonio con la sua amata Lina, mia madre, la fedele compagna con la quale ha condiviso tante gioie e difficoltà.
Come le vicissitudini della guerra, che li aveva divisi, sino a quel rocambolesco ritorno a piedi, da Riva di Trento sino in paese, che come un segno del destino termino’ il 2 maggio a ostilità concluse, presentandosi davanti al sagrato della chiesa mentre il santo era portato in processione.
L’episodio segnò la vera ascesa per assumere la meritata posizione sociale, per la quale alcune persone si posero sempre come ostacolo, perché non facile figura da emulare, specie per il fatto, di voler consolidare un gruppo familiare che nell’ambiente del piccolo centro, si distingueva per; rigore, onestà e validissima operosità.
Niente e nessuno ha mai potuto disgregare il modello di famiglia realizzata, pur se i tentativi a tal proposito non furono né pochi e né flebili.
Donasti ad ognuno dei tuoi figli, il meglio di te, arte, operosità, parsimonia e caparbietà, ma per colpa della salute, che è venuta meno troppo presto, non hai avuto l’opportunità di trasferire compiutamente i valori in alcuni di essi, per questo motivo l’operosità divenne indifferenza e la parsimonia avarizia. Continue Reading
Posted on 15 gennaio 2012 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Assistere alla visione del tg3 Calabria, vedere chi ha reso l’arberia cosi piatta e vuota di valori, mi ha fatto comprendere che è arrivato il tempo di scrivere la parola fine.
Nell’osservare quelle immagini con attenzione, appare in modo evidente la pregevole solida professionale d’arberia, peccato però, che frequentemente siano state utilizzate a ruoli invertiti.
Anni d’inconsapevoli e reiterate contraddizioni storiche, hanno consentito di rendere la minoranza non quel micro cosmo fatto di eccellenze e di uniche tipologie, perno su cui valorizzare l’intera etnia, ma globalizzarla e banalizzarla a tal punto che in essa nulla è più certezza.
Decenni in cui si è abbarbicati sul modello sub urbano che appartiene a tutto il meridione, senza porre l’accento sui modelli di convivenza e socializzazione che invece appartengono solo al popolo albanofono.
Sono stati creati gruppi di studio senza i titoli adeguati e nel caso specifico dell’arberia affidandolo molto spesso solo a quello universitario, privo di esperienza maturata a diretto contatto con il territorio.
Nascoste delibere per l’acquisizione di fondi utili a realizzare eventi in cui esperti del settore, se giustamente coinvolti, avrebbero potuto dare la giusta e la più idonea misura all’evento, ha contribuito a rendere la precaria minoranza sempre più labile.
I piccoli centri abitati non sono mai stati preservati e valorizzati, ma si è preferita la prassi dell’abbellimento a tutti i costi, quest’ultima ha portato a ritenere che ogni cosa vista ed apprezzata in altri contesti doveva essere parimente riprodotta nei piccoli centri albanofoni.
Il sistema utilizzato ha trasformato i piccoli centri in veri e propri cataloghi edilizi a cielo aperto, dove cromatismi, materiali, tipologie d’intervento dei più disparati sono messi a duro confronto, il risultato non ha fatto altro che rendere gli anfratti privi della loro identità
Esattamente un anno addietro, il 17 gennaio 2011, nella sede della Provincia di Potenza, trovandomi a svolgere una relazione su progetti pilota sulle emergenze architettoniche dei paesi albanesi, dopo aver avuto l’approvazione e i complimenti di tutti i convenuti, un sindaco calabrese di etnia arbëreshë, esordi dicendo che per quanto fosse interessante il progetto: “sordi nun’ ci stannu”.
Se questi sono i modi con cui si licenziano sani progetti, viene da chiedersi; ma in questi anni l’arberia chi l’ha rappresentata?
A questo punto, perché sono stato allertati gli stati generali, se fondi, per progetti di interesse per le minoranze etniche, diversi da quelli a cui siamo abituati, non erano e non saranno mai disponibili?