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22 GENNAIO 1912 – 22 GENNAIO 2012 – Janari i Passionatit

Posted on 22 gennaio 2012 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Lunedì ventidue Gennaio del millenovecentododici, in via Ascensione 24, nasceva Janari i Passionatit, mio padre.

La sua famiglia di umili origini, seppe educarlo secondo nobili primcipi e lui facendo tesoro di quelle basi sappe emergere, prima come pastore e poi con il solo bagaglio di arte e manualità, ereditata da suo  padre,  riuscitì a dare valore alla sua vita in modo egregio e dignitoso.

Il matrimonio con la sua amata Lina, nostraa madre, con cui ha condiviso tante difficoltà, oltre le vicissitudini della guerra, che li aveva divisi, sino a quel rocambolesco ritorno a piedi, da Riva di Trento sino in paese, che come un segno del destino termino’ il 2 maggio a ostilità concluse.

In seguito a questo episodio, ebbe inizio l’ascesa che lo condusse ad assumere una dignitosa posizione sociale ed economica.

Seppe consolidare un gruppo familiare che nell’ambiente del piccolo centro si distingueva per; rigore, onestà e validissima operosità.

Niente e nessuno ha mai potuto disgregare il modello di famiglia  realizzata, pur se i tentativi a tal proposito non furono né pochi e né flebili.

Donasti ad ognuno dei tuoi figli, il meglio di te, arte, operosità, parsimonia e caparbietà, ma per colpa della salute, che è venuta meno troppo presto, non hai avuto l’opportunità di trasferire compiutamente i valori in alcuni di essi, per questo motivo l’operosità divenne indifferenza e la parsimonia avarizia.

Oggi festeggi i tuoi primi cento anni e con rammarico ti voglio comunicare che le cose non sono andate come noi tutti ci saremmo aspettato.

La caparbietà è stata usata come scudo al fine di perpetrare slealtà fraterne, ed è stato così che l’avarizia ha disseminato e distrutto irreparabilmente tutto quel patrimonio di valori materiali e morali che avevi costruito con sacrificio e onestà assieme a nostra madre.

Allo stato devi sapere che l’arte è morta, l’indifferenza, l’avarizia e la caparbietà, per un perverso e perpetrato gioco dell’avarizia, hanno smarrito ogni riferimento di quell’antico e ideale nucleo familiare che avevi realizzato.

Non tutto però è perduto, perché Io, “la caparbietà”, sono qui a festeggiare i tuoi primi cento anni; AuguriSaggio Padre”, Cento anni sono passati e nonostante tutto: “stiamo tutti bene”.

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