Categorized | In Evidenza, Racconti

AVV. GIUSEPPE ANTONIO MARIA BAFFA

Posted on 30 maggio 2013 by admin

BOLOGNA ( di Giuseppe Chimisso) – Il 13 gennaio 2000 in un tragico, quanto ancora oggi inspiegabile, incidente stradale perdevano la vita, l’Avv. Giuseppe A. M. Baffa, assieme al nuovo giovane collaboratore Avv. Francesco Perrotta e rimaneva seriamente ferito l’Avv. Russo, mentre si recavano all’udienza dei processo sulla strage di Otranto in quanto difensori delle vittime e dei superstiti, sacrificando anche la vita nella difesa del prin­cipio di una giustizia giusta.

Penso sia bene tornare a riflettere su questo dramma che segue una tragedia che il tempo rischia di derubricare a vicenda.

A suo tempo avevamo proposto di intitolare una strada all’Avv. Giuseppe A. M. Baffa in un comune arbëreshë ed in particolare a San Demetrio Corone, suo luogo di nascita, inviando un appello, all’allora, Amministrazione Comunale, appello che ricordava come l’Avv. Baffa “aveva saputo proporsi come volto amico, sapeva infondere speranza, sapeva essere d’esempio per una vita condotta all’insegna dell’onestà e dell’abnegazio­ne” oltre ad essere un patrocinatore generoso e profes­sionalmente esemplare; tutto questo affinché la memoria del sacrificio del l’Avv. Baffa si elevasse a tributo civico.

Grande risonanza ed ampia adesione aveva avuto la pro­posta da entrambe le sponde dell’Adriatico, adesione che in modo trasversale univa tutte le parti politiche, la società civile e religiosa, messaggi erano giunti anche dal sindaco di Cosenza e da sensibili Senatori della Repubblica.

Solamente dal comune di S. Demetrio Corone suo paese d’origine, il vuoto pneuma­tico e statico, che si materializzava nel totale silenzio istituzionale.

Numerose altre iniziative si sono susseguite con ampia eco stampa, tra le quali quella al Palazzo della Cultura a Cosenza, quella a Roma per la concessione post mortem della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica d’Al­bania, sempre patrocinata dall’Associazione Skanderbeg di Bologna, come pure è continuato imperterrito il fragoro­so silenzio da parte del Comune di S. Demetrio Corone.

Finalmente l’allora Presidente Albanese Alfred Moisiu, nel centenario Deradiano, in visita a Macchia, prima, ed a S. Demetrio poi, nella ‘vecchia fucina del diavolo’ossia nel Collegio di S. Adriano, con parole da poeta, ma con la de­terminazione da generale qual è , nell’onorare il legame che da sempre unisce la gente arbëreshë, alla madrepa­tria, onora ” la gente comune che con atti non comuni diventa eroe”, il Suo pensiero e quello di tutta la platea va a Giuseppe Antonio Maria Baffa.

I silenzi istituzionali di S. Demetrio Corone si trasformano così in glaciale imbarazzo.

A ben pensarci l’unica reazione, per altro scomposta, ri­cevuta da S. Demetrio, è stata una telefonata piena di livore ed astio da parte di colui che si presentava come il padre padrone del paese, ma che nella realtà manifestava una misera logica legata visceralmente ai piccoli bisticci e frizioni tra famiglie del paese stesso.

Ci siamo chiesti se si poteva fare meglio o di più, proba­bilmente si.

Quello che non si voleva fare era sottacere l’amore dell’Avv. Baffa verso chi soffriva e gli ricordava le sue origini, la sua cultura e le sue nobili tradizioni, di cui, invece di vergognarsi, andava orgoglioso.

Quanto sopra, per parafrasare George Orwell nel suo 1984, affin­ché non ‘tutto si confonda in una nebbia. Il passato non sia cancellato, le cancellature non siano dimenticate, e le menzogne non divengano realtà’.

Se è vero come scriveva Orwell, che ‘la libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro; se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre’.

Se questo è vero, oggi dobbiamo riconoscere a ‘Katundi Yne’ la possibilità di esercitare questa libertà.

La libertà di richiedere ancora una volta, di intestare una via o una Piazza, in ricordo dell’Avv. Giuseppe A. M. Baffa e  rammendare un buco nella memoria di tutte le comunità.

Sarebbe grave che questo buco riman­ga aperto grazie all’insensibilità o peggio all’ignavia di qualche amministratore double-face che è arbëreshë solo quando conviene.

Fra i tanti amministratori locali arbëreshë ci sono certa­mente uomini leali, di buona volontà, animati da un sano ed onesto spirito solidale e di servizio per le proprie co­munità, con la mente non obnubilata dalle perverse logi­che che ammorbano il ceto politico nazionale che tanto danno fanno all’Italia, amministratori che nel patrocina­re l’intestazione di una via nel proprio comune all’Avv. Giuseppe A. M. Baffa, posseggano la sensibilità di ren­dere così onore e di farsi interpreti di uomini solidali e generosi, qual’era l’avv. Baffa, il quale oggi, sempre più, rappresenta il volto di un’Italia aperta all’incontro, delle popolazioni rivierasche che soccorrono i deboli alla de­riva, del desiderio comune per un futuro di speranza e fratellanza.

Agli amministratori consapevoli che il passato non si cancella, che fare memoria, è ridare ai vivi, ai morti, ai dispersi nei mari, è ridare a noi stessi quella dignità che è inscindibile di ogni essere umano, al di là di ogni defi­nizione giuridica, di ogni individualità e diversità di pro­venienza e cultura, a questi amministratori, nell’approssimarsi del 13° anniversario della scomparsa, rivolgiamo ancora l’invito ad intestare una strada all’Avv. Giuseppe Antonio Maria Baffa.

Comments are closed.

Advertise Here
Advertise Here

NOI ARBËRESHË




ARBËRESHË E FACEBOOK




ARBËRESHË




error: Content is protected !!