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IL BALCONE MAI COSTRUITO IN QUELLA PIAZZETTA DI EROICI O IDEALI AMORI Ruitoj i Shën Sofjsë

Posted on 12 agosto 2026 by admin

BALCONENAPOLI (di Atanasio Pizzi Basile) – Nel Katundë, anticamente denominato Terra di Sofia, sopravvive un particolare riferimento toponomastico denominato “Piazzetta degli Eroi”.

È un nome conosciuto da molti, ma compreso da pochi e, il nome che il tempo ha conservato, ha velato la memoria della sua origine che progressivamente è stata affievolita dalle dinamiche moderne.

Eppure, dietro questa semplice denominazione potrebbe celarsi una pagina importante della storia della comunità arbëreşë qui insediata, vissuta e, sino a pochi anni addietro affidata alla memoria degli anziani, ormai sempre più sostenuta dalle nuove e ignare generazioni.

Ricercarne il significato non è soltanto un esercizio di toponomastica, ma diventa un gesto simbolico di memoria e di rispetto verso la comunità e, appartenenza a coloro che qui hanno vissuto pene in amore ancora vive e oggi segnato da quella targa in eroi.

La “Piazzetta” rimane oggi al pari di una traccia silenziosa del passato, un nome che attende di essere nuovamente ascoltato, compreso e restituito per la memoria collettiva di questo centro antico.

La storia di Giulietta e Romeo ha da sempre suscitato curiosità e fascino e, ancora oggi, molti si recano a Verona ad osservare quel celebre balcone che, secondo la storia, all’epoca non sarebbe mai esistito, così come non sarebbe esistito, nella realtà storica, il luogo della vicenda tramandata dalla leggenda.

Tuttavia, qui, nella nota Piazzetta degli Eroi, tre cavalieri hanno segnato la storia in epoche diverse, accomunati da un unico sentimento: l’amore per le loro Giuliette che anche qui non aveva un balcone dove armonizzare il suo cuore con quello del suo amato.

Per amore e per rispetto della donna amata, qui in questo luogo in Terra si Sofia, essi preferirono donare la propria vita, rifiutando di concedere spazio a irragionevoli attribuzioni o, interpretazioni che avrebbero potuto offendere la dignità di quello storico amore locale.

Struggenti sono le storie dei primi due, mentre il più giovane dei tre, prima di morire, lasciò una confessione semplice, struggente e, disse che avrebbe preferito vivere sotto le tegole della casa della sua amata, proprio come fanno i passerotti quando, senza un luogo proprio, costruiscono il loro piccolo nido sotto le tegole altrui.

Si sarebbe accontentato del calore domestico della casa della sua amata, pur sapendo che quel calore non gli sarebbe stato mai suo e, non lo è mai stato.

In quelle parole c’è tutta la malinconia di un amore impossibile e, il desiderio non di possedere, ma semplicemente di poter restare vicino alla persona amata, anche nell’angolo più umile e nascosto del suo mondo che per lui sarebbe stato un ideale possibile.

Una piazzetta di eroi che unisce epoche e generi, storie e destini, fino a diventare il simbolo di un amore che non muore mai o, un amore che attraversa il tempo e che, dopo aver conosciuto la vita e la morte, non smette mai di riposare nel cuore di chi ricorda: Jeleunë, Paskalinë e Noninjnë

(Maestro acquafortista che da memoria e forma alle terre ka llëmj lljtiritë).

Napoli 2026-08-11

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