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GIORGIO CASTRIOTA I PRIMI 614 ANNI (06 maggio 1405 – 06 maggio 2019)

Posted on 07 maggio 2019 by admin

Scanderberg1GRECI – (AV) – (di Antonio Sasso) – Ho riletto con grande piacere l’articolo a firma del prof. Barra del 13 gennaio 2019 nel centenario della nascita dell’ex Sindaco Pionati. Le notizie storiche, ovviamente di grande valore, mi hanno colpito per l’excursus fatto sulle origini della famiglia e sulla regione di provenienza: l’Albania. Questo breve cappello lo ritengo necessario per entrare nel merito di alcune considerazioni che hanno caratterizzato e continuano ad essere omologate dalla “cultura ” dominante. Ho sempre tentato, nei limiti della mia formazione, di vedere la “Regione Storica Arbereshe ” non più solo sotto l’aspetto linguistico, culturale, ricca di tradizioni popolari. L’ Università di Napoli in più occasioni ha visitato il piccolo comune di Greci e, beneficiando di cospicui contributi regionali, ha realizzato alcuni lavori, scientificamente interessanti, ma privi della vitalità che una lingua comporta. Analogo atteggiamento ho riscontrato nei tanti lavori che hanno interessato le comunità “arbereshe” della Calabria e del Molise. Le stesse notizie,forse anche romanzate, sull’eroe nazionale albanese Scanderberg meritano un’attenzione diversa e più normale . Le culture dominanti non sono obiettive diventando molto spesso speculative e adattate alle esigenze del momento: la religione cattolica in particolare ha avuto atteggiamenti diversi a seconda del clima culturale, delle esigenze politiche, degli interessi e dei progetti a venire. La stessa figura del condottiero è l’espressione tipica degli albanesi e a dirla col prof. Barra ” erano soprattutto apprezzati per la loro cavalleria leggera,detta degli stradiotti, particolarmente mobile ed aggressiva”. In questo scenario penso si debba inserire la vicenda che ha visto il Papa Pio II e Scanderberg  nell’anno 1463. Strenuo combattente aveva riunito sotto le sue bandiere i vari clan e in un consesso svolto ad Alessio fu proclamato “Capitano dell’Albania”. Per oltre 20 anni dette scacco a 4 eserciti turchi, l’assedio di Croia fallì e i mussulmani con  a capo Murad II furono costretti a ritirarsi. Il Papa stava organizzando la crociata contro l’impero ottomano e aveva intravisto nella figura dell’eroe, prima ostaggio alla corte del Sultano e poi convertito al cattolicesimo, il comandante a cui affidare le sorti della lotta al mondo islamico. Il regno di Napoli non rispose alle sollecitazioni papali e, lasciato solo, il nostro eroe dovette rinunciare alla Crociata.

Un secolo dopo Venezia allacciò rapporti con Pio V per creare una Lega Santa che venne stipulata fra la Repubblica di Venezia,la Spagna,il Papato e l’Impero nel 25 maggio del 1571. Il 7 ottobre 1571 a Lepanto, la flotta turca con a capo Alì Pascià, venne distrutta. Queste due vicende apparentemente slegate sono oggi tornate prepotentemente in auge. E’ un collegamento forse un po’ forzato ma lo ritengo utile in considerazione delle ultime vicende terroristiche in Nuova Zelanda.

In un post realizzato dal terrorista compaiono i nomi di Scanderberg e del Doge. Si tratta ovviamente di post che si riferiscono a vicende di secoli fa ma che oggi sono di grande attualità. La supremazia del mondo occidentale sul fronte musulmano non conosce confini e purtroppo sta diventando sempre più oggetto di fughe dagli sviluppi imprevedibili. La mia sfera emotiva non vuole e non deve andare oltre . Ritengo giusto guardare al passato e soffermarsi sulla figura di Scanderberg non solo perché è il personaggio più importante della storia albanese ma è anche colui che ha abiurato l’Islam e non ha accettato  i grandi riscontri che l’Impero Ottomano poteva riservargli. Essere un punto di riferimento e addirittura un baluardo contro il mondo musulmano, a distanza di quasi sei secoli , lascia tante perplessità. Una domanda è lecito porsi: perché questo terrorista ha intravisto in Giorgio Scanderberg prima e nel Doge poi, a distanza di un secolo l’uno dall’altro, le figure fondamentali per la lotta contro l’Islam ? Certo che una nuova luce avvolge il nostro eroe e continua a lasciare segni profondi nella storia europea dal XV secolo.

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