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-DA CONDOTTIERI A POVERI INFERMI SULLA SEDIA AROTELLE-

Posted on 07 ottobre 2017 by admin

Arberia oggiNAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Certo che studiare a largo spettro, la storia della R.s.A., ti fa rendere conto di quanto siano decadute le caratteristiche che hanno distinto le eccellenze arbër in Europa.

All’alba dell’illuminismo, mentre le genti di tutta Europa rimanevano relegati dietro le cinte murarie monocentriche, avendo persino timore di aprire le porte di accesso, gli albanesi circoscrivevano i perimetri dei presidi urbani policentrici.

Addentrandoci ancora negli ambiti della storia sociale e architettonica va sottolineato il valore che veniva dato al nucleo fondamentale della società, ovvero il gruppo familiare allargato, esso aveva un suo direttivo e un responsabile, che non era il più vecchio o il più saggio, ma la persona più dinamica e pronta rispondere a tutte le esigenze del gruppo; questo mi sembra sia i prototipo di un gruppo imprenditoriale moderno.

Se poi analizziamo il pensiero e le note storiche che hanno visto protagonisti: Pasquale Baffi, Luigi Giura, Pasquale Scura, Mons. Francesco e Giuseppe Bugliari, Cav. Vincenzo Torelli, Giorgio Ferriolo, non faremo altro che rievocare la storia degli ultimi tre decenni della Repubblica Italiana; sarebbe come rievocare le stesse vicende e gli identici eventi degli uomini che hanno contribuito con il loro sapere per non stallare allo stato di fatto che ha preso la rotta odierna.

Dopo questi uomini nulla è stato fatto per tenere alta la bandiere delle eccellenze della R.s.A., dando avvio a uno stato di fatto degenerativo senza eguali.

Ormai all’interno della R.s.A., non si fa altro che andare allo sbaraglio inventando e ponendo in essere, avvenimenti senza senso; sicuramente a tutti voi non sarà passato inosservato, che negli anni ottanta quando la tendenza generale, di tutta Europa, mirava alla valorizzazione e al ripristino degli elementi caratterizzanti i centri antichi, pedonalizzando queste aree di inestimabile valore.

Ebbene come per incanto in tutta la cinta Sanseverinense, e anche oltre, si sono avviati i processi di devastazione dei centri antichi, per il fine di veicolare l’interno di ogni, paese, borgo e frazione.

Il senso della ragione ormai è smarrito e se non ci si ferma a ragionare davanti alla scesa, il dinamismo crescente  impedirà una  lettura completa delle anomale identità, stese al sole.

Se a ciò aggiungiamo il dato che si è smarrito il senso anche all’interno dei presidi religiosi, greco bizantino che fino agli anni ottanta era saldamente protetta dalla iconostasi; occorre ridare senso alle cose e ognuno di noi deve fare la sua parte sia chi siede  davanti e chi deve saper stare dietro le iconostasi, altrimenti vale la regola che abbiamo perso una grade porzione della nostra identità.

In ultimo ma non per importanza, in questi giorni è rimbalzata la notizia della costituzione, di un consorzio di eccellenze, Civili, Istituzionali, Dipartimentali, Associativi e Religiosi che dovrebbe dare avvio alla svolta per una campagna di recupero del tempo e delle cose perdute.

Il mio auspicio è che si possa arrivare a brillanti risultati, tuttavia ritengo che non andrà così, in quanto l’elenco dei partecipanti “alla competizione” lasciano presagire  un nulla di fatto epocale.

Questa è una mia personale punto di vista e in cuor mio mi auguro di aver frainteso tutto; tuttavia gli addetti che si preparano a partecipare alla “manifestazione di interesse”, hanno già ispezionato i percorsi, le asperità territoriali e gli avversari; essi  indossato già pantaloncini, scarpe da corsa, magliette, con numero, logo raffigurante l’aquila bicipite, questa  mi auguro che assieme a loro ci sia una sostanziale novità, ovvero, lasciar partecipare alla competizione anche chi è munito di sedia a rotelle, quelli che oggi appelliamo con grande rispetto diversamente abili, almeno si garantirà quel vantaggio, che non lascerà scampo ai tanti rinnovatori, senza arte, parte e titolo acquisito sul campo.

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