Posted on 20 aprile 2011 by admin
ARBERIA (di Adriano Mazziotti) – Cristòs Anèsti (Cristo è risorto). E’ il canto di gioia che da mezzogiorno del sabato di Pasqua, viene intonato nelle chiese dei centri arbëreshë ricadenti nella giurisdizione della eparchia di Lungro, ancora legati alla tradizione religiosa della Chiesa orientale, che “per la festa delle feste” scrivono una pagina significativa, ricca di suggestivi e antichi rituali.
Canto in greco, Kristòs Anèsti, ripetuto da sabato, per quaranta giorni fino alla festa dell’Ascensione in tutte le funzioni religiose, quasi a marcare la gioia della comunità cristiana profondamente coinvolta nel dare l’annuncio della vittoria di Gesù sulla morte.
E’ la Pasqua di Resurrezione, la ricorrenza più ricca di tradizioni e per questo la più importante, forse più del Natale; perchè da venti secoli ripropone puntualmente il fondamento della morte e della resurrezione, che vanno al di là del fatto personale di Cristo, per diventare fatto storico, di tutta l’umanità.
Non a caso questa Festa cade sempre in primavera, stagione durante la quale la natura risorge e rifiorisce. Continue Reading
Posted on 19 aprile 2011 by admin
Posted on 19 aprile 2011 by admin
Posted on 16 aprile 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Al nome della nave traghetto Moby Prince, è legata la tragedia più grave che abbia interessato la moderna Marina mercantile italiana, Santa Sofia d’Epiro è stata colpita in questa vicenda, con la perdita di Nicodemo Baffa, di Luigi e M. A. Gallo.
Un uomo arbëreshë, munito di scienza onesta con un nutrito bagaglio d’idee liberali e tutti lo avrebbero voluto avere come Gijtone.
La voglia di scoprire e confrontarsi con nuove realtà sociali, lo spinse a uscire dagli schemi che gli offriva la vita da impiegato, infatti, la abbandonò, per intraprendere quella da marinaio, fatta di sacrifici e che però offrivano la scoperta di realtà sociali tra le più variegate del globo, così, divenne un carismatico personaggio che al ritorno dai suoi viaggi raccontava a se stesso e ai giovani sofioti inimmaginabili ed emozionanti approdi.
Nel porto di Livorno la sera del 10 aprile 1991 e per cause ancora non ancora chiarite andarono in collisione il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo.
Morirono nel rogo successivo allo scontro, le 140 persone a bordo del traghetto, tranne il giovane mozzo napoletano che riuscì a rifugiarsi a poppa e in seguito tuffarsi in mare.
La sera del 10 aprile, alle ore 22:03 il traghetto, diretto ad Olbia, mollò gli ormeggi, a bordo, equipaggio al completo, formato da 65 persone agli ordini del comandante U. Chessa oltre a 75 passeggeri. Continue Reading
Posted on 04 aprile 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Le annotazioni esplicite di fatti storici attinenti gli insediamenti, la vita, le attività, i rapporti delle comunità albanesi con i territori dell’Italia meridionale sono indubbiamente molto limitati nel loro numero, poiché lette in ambiti ristretti, vogliose e desiderose di apparire come protagonisti e primi attori di filmiche finzioni, dimenticando che la storia è altra cosa.
Ciò vale tanto nella storiografia delle comunità e della cultura autoctone quanto, e maggiormente, nei documenti e nelle note prodotte dai soggetti della stessa comunità minoritaria.
La mancanza in tali fonti documentali di espliciti riferimenti o contenuti attinenti la comunità arbëreshë non implica però la impossibilità a costruire (o a ricostruire) taluni passaggi o circostanze della sua presenza sui territori nei quali si è insediata. Continue Reading
Posted on 21 marzo 2011 by admin
Posted on 20 marzo 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Verificando ulteriormente la storia letteraria della comunità albanofona si deve dare atto al papa Clemente XI, dì origine albanese e in seguito con Clemente XII, i quali prendono atto della necessità di una diversa linea, più aperta e tollerante verso questa comunità di tradizione ecclesiastica bizantina.
In questo clima, anche per interposizione di Pietro Pompilio Rodotà, vescovo arbëreshë di San Benedetto Ullano, viene istituito il Collegio Corsini che si trasferirà, poi, nel centro Basiliano di Sam’Adriano a San Demetrio Corone, finalizzato alle comunità greco-ortodosse della Calabria.
Due anni dopo, nasce il seminario greco-albanese per le comunità della Sicilia, collocato in Piana degli Albanesi ove vi studiò anche Francesco Crispi. Continue Reading
Posted on 20 marzo 2011 by admin
Posted on 28 febbraio 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – È risaputo come la caparbietà degli arbèreshè ha consentito che la lingua, il rito religioso e la cultura, attraverso gli atteggiamenti sociali e folkloristici, producesse elementi unici e magicamente tramandati in forma orale e attraverso la musica, mentre solo in tempi più recenti anche attraverso la scrittura e l’arte.
Gli Albanofoni unici nel genere a distanza di circa sei secoli, dalla venuta in Italia meridionale, fanno sopravvivere e riprodurre la loro cultura, inghisandola, nel ceppo matrice d’Albania.
Lo studio delle eccellenze albanofone, poiché minoritarie sono state ritenute per lungo tempo non rilevanti, nonostante tra le loro fila si siano distinti sistematicamente una moltitudine di illustri luminari nelle scienze sociali, letterarie, economiche e artistiche, confermando la loro operosa e pregnante genialità sin anche nelle scienze esatte.
Il primo studio mirato a definire il percorso dello sviluppo sociale della minoranza, fu realizzato da un gruppo di ricercatori della Università della Calabria, producendo l’analisi di ricerca, sprovvisti delle adeguate metodiche antropologiche e supporto etnico, elementi indispensabili per calarsi adeguatamente all’interno dell’etnia con largo spettro di lettura. Continue Reading
Posted on 28 febbraio 2011 by admin
SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – Nei centri albanofoni di confessione cattolica e di tradizione greco-bizantina, quella di sabato 26 febbraio è stata una giornata velata di profonda tristezza, dedicata alla riflessione, alla preghiera e caratterizzata dal massiccio pellegrinaggio di fedeli nei cimiteri.
E’ stato il giorno commemorativo dei “defunti arbëreshe”, l’ appuntamento religioso più caratterizzante, partecipato e sentito nei centri calabro-albanesi.
Una commemorazione nel corso della quale si accentua, ancora più della ricorrenza latina del due novembre, il legame costante con chi ha lasciato questo mondo per sempre.
Una giornata strettamente legata alla simbologia della Resurrezione, che oscilla in dipendenza delle festività pasquali ed esattamente cade il sabato precedente la domenica di Carnevale e quindici giorni prima dell’inizio della Quaresima.
Per gli arbëreshë si tratta di una vera “festa dei morti”, celebrata alle soglie della primavera che prende il posto dell’inverno, in un periodo dell’anno in cui la natura incomincia lentamente a svegliarsi e a rinascere.
Probabilmente proprio per questa convinzione, sulla scia di una tradizione che si perde nella notte dei tempi e piena di significati religiosi, si pensa che le anime dei defunti nel giorno dedicato alla loro memoria lascino per l’intera settimana i luoghi di riposo eterno per ritornare tra i vivi, visitando quelle che una volta erano le loro abitazioni. Continue Reading