Posted on 30 aprile 2011 by admin
Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.
Posted on 28 aprile 2011 by admin
Atanasio detto il Grande (in greco: θανάσιος, in latino: Athanasius; Alessandria d’Egitto, 295 circa – 2 maggio 373) fu patriarca di Alessandria d’Egitto.
Il suo nome è legato alla Scuola teologica di Alessandria, assieme a Clemente e Origene; le chiese ortodossa, copta, e cattolica lo venerano come Santo, quest’ultima lo annovera tra i 33 dottori della Chiesa.
È ricordato inoltre nel calendario storico il due di maggio e la sua festa è celebrata concordemente da tutte le Chiese .
Santa Sofia d’Epiro anche quest’anno è in fermento realizza la festa che rappresenta l’apice di coesione e di credenza di tutta la comunità.
Il ricordo va a tutti quei personaggi che nell’approssimarsi di Maggio, e dal ventitré aprile sino atto giorni dopo il di della festa a Santa Sofia si prodigavano per ricordare e valorizzare il suo operato, nel corso di questo intervallo di tempo e di luogo Sofiaota.
Suggestivi e piena di ricorsi, ogni volta sonoi tanti avvenimenti che legano tutti gli abitanti e il ricordo va ad ognuno di loro.
Si sfornavano ceste di taralli per ben accogliere le visite di rito ed offrirli lungo la processione ai fedeli e ai devoti.
Si ordinavano rendendo più idonee le strade, si adornavano le finestre e i balconi con essenze floreali. Continue Reading
Commenti disabilitati su DJTA JOTE
Posted on 16 aprile 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Al nome della nave traghetto Moby Prince, è legata la tragedia più grave che abbia interessato la moderna Marina mercantile italiana, Santa Sofia d’Epiro è stata colpita in questa vicenda, con la perdita di Nicodemo Baffa, di Luigi e M. A. Gallo.
Un uomo arbëreshë, munito di scienza onesta con un nutrito bagaglio d’idee liberali e tutti lo avrebbero voluto avere come Gijtone.
La voglia di scoprire e confrontarsi con nuove realtà sociali, lo spinse a uscire dagli schemi che gli offriva la vita da impiegato, infatti, la abbandonò, per intraprendere quella da marinaio, fatta di sacrifici e che però offrivano la scoperta di realtà sociali tra le più variegate del globo, così, divenne un carismatico personaggio che al ritorno dai suoi viaggi raccontava a se stesso e ai giovani sofioti inimmaginabili ed emozionanti approdi.
Nel porto di Livorno la sera del 10 aprile 1991 e per cause ancora non ancora chiarite andarono in collisione il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo.
Morirono nel rogo successivo allo scontro, le 140 persone a bordo del traghetto, tranne il giovane mozzo napoletano che riuscì a rifugiarsi a poppa e in seguito tuffarsi in mare.
La sera del 10 aprile, alle ore 22:03 il traghetto, diretto ad Olbia, mollò gli ormeggi, a bordo, equipaggio al completo, formato da 65 persone agli ordini del comandante U. Chessa oltre a 75 passeggeri. Continue Reading
Posted on 04 aprile 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Le annotazioni esplicite di fatti storici attinenti gli insediamenti, la vita, le attività, i rapporti delle comunità albanesi con i territori dell’Italia meridionale sono indubbiamente molto limitati nel loro numero, poiché lette in ambiti ristretti, vogliose e desiderose di apparire come protagonisti e primi attori di filmiche finzioni, dimenticando che la storia è altra cosa.
Ciò vale tanto nella storiografia delle comunità e della cultura autoctone quanto, e maggiormente, nei documenti e nelle note prodotte dai soggetti della stessa comunità minoritaria.
La mancanza in tali fonti documentali di espliciti riferimenti o contenuti attinenti la comunità arbëreshë non implica però la impossibilità a costruire (o a ricostruire) taluni passaggi o circostanze della sua presenza sui territori nei quali si è insediata. Continue Reading
Posted on 20 marzo 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Verificando ulteriormente la storia letteraria della comunità albanofona si deve dare atto al papa Clemente XI, dì origine albanese e in seguito con Clemente XII, i quali prendono atto della necessità di una diversa linea, più aperta e tollerante verso questa comunità di tradizione ecclesiastica bizantina.
In questo clima, anche per interposizione di Pietro Pompilio Rodotà, vescovo arbëreshë di San Benedetto Ullano, viene istituito il Collegio Corsini che si trasferirà, poi, nel centro Basiliano di Sam’Adriano a San Demetrio Corone, finalizzato alle comunità greco-ortodosse della Calabria.
Due anni dopo, nasce il seminario greco-albanese per le comunità della Sicilia, collocato in Piana degli Albanesi ove vi studiò anche Francesco Crispi. Continue Reading
Posted on 20 marzo 2011 by admin
Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.
Posted on 24 febbraio 2011 by admin
Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.
Posted on 22 febbraio 2011 by admin
Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.
Posted on 18 febbraio 2011 by admin
Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.
Posted on 05 febbraio 2011 by admin
NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – La Bagliva o Baliva (da Balivo pubblico ufficiale con autorità su di un determinato territorio) costituiva l’esazione di diritti da parte delle Autorità Pubbliche preposte per applicazione di bolli alle bilance, alle stadere e alle caraffe, in base alle unità di misura usate in quella provincia.
Tale tassa, non sempre periodica, era associata al controllo da parte della Pubblica Amministrazione degli attrezzi utilizzati per il peso degli aridi, il volume dei liquidi e ciò a salvaguardia dei diritti dei consumatori nei confronti dei venditori e reciprocamente.
Si aggiunga che in accadico c’è il verbo babâlu con il significato di condurre, trasportare, il quale in verità richiama fortemente quello latino baiulare che ha lo stesso senso.
Il peso naturale che la donna porta in grembo, in braccio o al collo è infatti il suo bambino, di sicuro c’è il neonato che a lei si affida perché gli dia il suo latte e poi lo svezzi e se ne prenda cura.
Forse è il caso di accennare anche a un San Bàiulo, protettore delle bàlie o dei facchini, il cui martirio è celebrato il 20 dicembre. Continue Reading