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GJITONIA: L’ INCUDINE E IL MARTELLO PER LA FORGIATURA DEGLI ARBËRESHË

Posted on 09 febbraio 2020 by admin

INCUDIINENAPOLI (di Atanasio Basile Pizzi) – Graniticamente convinto, nel diffondere da diversi decenni, che la Gjitonia è la regione sociale dei cinque sensi, priva di confini e per questo senza frontiere, muri o porte entro cui descriverla.

In questo breve, si vuole approfondire l’irripetibile fenomeno arbëreshë, di sovente ritenuto simile o identificabile in fenomeni indigeni o  prestiti da far lievitare.

Essa va intesa prioritariamente come il luogo del mutuo soccorso a tutela dell’originario gruppo familiare allargato, ereditato secondo nobili principi della sostenibilità sociale, a tutela delle proprie radici.

Allo scopo, “il modello” assume la funzione di palestra indispensabile o fucina delle nuove generazioni, le stesse che in seguito andranno a dare il giusto apporto per raggiungere l’ideale convergenza culturale, economica, sociale e religiosa dei territori condivisi con le genti indigene.

Questo sta a indicare che la Gjitonia non è semplicemente un luogo idilliaco, come alcuni addetti colturali vogliono far intendere, in quanto, essa rappresenta l’università della formazione sociale e consuetudinari arbëreshë, l’unica in grado di valutare sin da piccoli le capacita di ogni partecipante per poi farli diventare espressione di una società antica che vive con il rispetto degli altri e di se stessa .

Vero è che, le attività delle nuove leve arbëreshë, si svolgevano, sia avvolti dal grigiore di Kalive o i Katoj del proprio gruppo familiare urbano, sia tra le strette rrughe e le quinte lasciate libere di essere oltrepassate, ovvero gli sheschi assolati.

Nel corso della vita di vashësh e gagnunë, la palestra naturale richiedeva impegno costante che durava poco più di un decennio; in questo lasso di tempo gli emblemi di riferimento erano il padre e la madre, esclusi invece tutti gli altri.

Sin da piccoli per le nuove leve, la Gjitonia li abituava alle avversità della vita reale, come ad esempio affidare animali domestici, dai quali nel breve o nel medio termine provare la pena del distacco, in altre parole venivi posto tra un incudine ed un martello ideale  per essere prima temprato a poi modellato alle esperienze che in seguito in altra forma con i propri simili, avrebbero provare simili sensazioni e sentimenti.

Dal protocollo erano compresi germani,parenti e Gjitoni, che assumevano la funzione di figure di prova morbido; ciò sino al periodo adolescenziale, poi e solo per i più capaci, si liberavano da ogni sorta di cordone ombelicale, e dimostravano il loro valore nella palestra più ampia fuori da quella culla di formazione, il vero banco di prova duro della vita da adulto.

Abituarsi a diffidare da  quanti siedono al tuo fianco e condividono la tavola i tuoi spazio, i tuoi momenti di giubilo e di spensieratezza non è un compito facile da svolgere, tuttavia se lo sai fare avendo ben impresso in mente i consigli dei “due ed unici maestri”, avrai modo di non pentirti di nulla nella vita, potrai sempre guardare avanti senza voltarti e vedere se ti seguono spiriti e anime in pena.

La gjitonia non si limitava a formare le nuove generazioni per la mera discriminazione dei simili di altra estrazione, al fine di sopraffarli o sottometterli, essa creava presupposti utili alla vita della regione dei cinque sensi, senza confini materiali o immateriali, in altre parole lo stato in cui vivere e rispettare ambiente naturale, il costruito, gli uomini e leggi che regolano la convivenza.

La regione dei cinque sensi, “la gjitonia” ha seguito questo protocollo per secolo, formando solide generazioni di arbëreshë, la storia ha un elenco interminabile di riferimenti in tal senso, come i bravi fabbri sapevano fare nelle fucine dei rioni storici.

Purtroppo non molto tempo addietro, sarà stato per la qualità del carbone, per l’incapacità di chi dice di essere fabbro, senza tenere conto che far suonare incudine e martello, per prendere il ritmo della modellazione era un rito indispensabile e fondamentale,l’unico capace di imprimere garbo, senso e gusto delle cose .

Tutto ciò ha portato un danni incalcolabili, ovvero, si è persa l’armonia dei sensi, preferendo ritenere più giusto trasformare le rughe in strade, le gjitonie in vicinato e non contenti del danno prodotto si è continuato alla trasmigrazione della gjitonia ora in rione, ora in quartiere, caratteristica fondamentale dei borghi arbëreshë (?????????????) e non contenti di tali eresie si è continuato con trittici architettonici di forme urbanistiche circolari o abbarbicate su crinali e sotto crinali.

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