Categorized | In Evidenza, Storia

LA GEOGRAFIA DELLA PERCEZIONE ATTRAVERSO GLI ATTI D’ARCHIVIO

Posted on 29 luglio 2013 by admin

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – La geografia si è andata storicamente definendo e utilizzata idoneamente può essere fondamentale a delineare in maniera attendibile  le anomalie diffuse degli ambiti minoritari.

Al progres­sivo susseguirsi di viaggi ed esplorazioni del passato, in relazione al contesto storico-culturale possono essere di grande aiuto alla definizione di ambiti che non trovano riscontri nei tanto acclamati scritti archivistici.

Perciò, avendo una nuova prospet­tiva grazie alla geografia, che da alcuni decenni si è trasformata nella sua antica natura di disciplina, descrittiva, compilativa è statistica, in applicativa,  acquisendo noi, grazie a questa evoluzione, un nuovo strumento di ricerca secondo canali più moderni e affidabili.

Superandola fase del dibattito a volte anche aspro fra sostenitori del determinismo geografico e promotori della reazione possi­bilistica, la tematica dei rapporti uomo-ambiente ha un suo posto di rilievo anche nella cultura del mondo antico.

La geografia, a partire dalla metà del secolo scorso, si è mossa, avvalendosi delle metodologie, secondo correnti di pensiero di matrice strutturalistica, quantitativa, sistemica e percettiva.

Ed è proprio alla luce di quest’ultimo orientamento , la geografia della percezione  che bisogna auspicarsi di derivare la costruzione di una carta geografica dei contesti storici della regione d’arberia.

In sintesi, la geografia della per­cezione, contigua ad altre discipline umane come la psicologia, la sociologia, la letteratura, oggi, ha cambiato le sue metodiche di applicazione, giacché non si osservare più il territo­rio nella sua oggettività pura e semplice, bensì è prerogativa dell’osserva e alle modalità con cui vengono fatte le indagini che sono funzione indispensabile dalla preparazione e capacità soggettive.

Ne consegue che i rapporti uomo-ambiente vengono colti non solo considerando l’am­biente nella sua obiettiva realtà, ma soprattutto attraverso i modi con cui l’uomo si pone in relazione ad esso e lo perce­pisce in base alla propria cultura, all’età, alle esperienze di vita e al patrimonio culturale.

Una delle più note tecniche messe a punto dalla geografia della percezione rendere le immagini spaziali che singolarmente ci forgiamo nella nostra mente e consiste nella costruzione, a scala urbana o regionale delle cosiddette “mappe mentali”, ossia carte disegnate a mente, tendono in risalto quegli elementi ed aspetti del territorio soggettivamente utili all’autore e meritevoli di considerazione.

Pertanto è intento derivare dalla toponomastica e dalle note dei documenti di archivio, tracciare una cartografia o geocarta configurabile in senso lato come mappa mentale, in quanto costruita su toponimi tratti dalle opere e appunti e quindi correlata alla sua percezio­ne dello spazio.

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) –

Comments are closed.

Advertise Here
Advertise Here

NOI ARBËRESHË




ARBËRESHË E FACEBOOK




ARBËRESHË




error: Content is protected !!