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IL GIARDINO LA CASA E L’ORTO DEGLI ARBËRESHË

Posted on 10 luglio 2018 by admin

IL GIARDINO LA CASA E L’ORTO DEGLI ARBËRESHË

NAPOLI (di Atanasio Pizzi) – Le famiglie allargate, tipiche della regione storica, dopo le note vicende di confronto e scontro con le genti indigene, s’insediarono negli ambiti strategicamente volti a oriente, ripopolando i villaggi (Katundeth) e dare avvio al “genius loci arbëreshë” (discorso o concetto antico, sfuggito ai ricercatori d’arberia).

Il primo solco prodotto nei territori ritrovati è stato l’atto di circoscrivere e delimitare le aree di pertinenza familiare, in seguito (secondo dinamiche urbanistiche legate all’orografia prescelta) diverranno gli odierni Rioni; al fondamentale atto seguì l’edificazione delle rudimentali Kaljve (in questa epoca, Pagliai) in aderenza all’orto botanico posto a vurvinatura (Kopsti).

Gli aspetti e le vicende che seguono l’itinerario storico degli arbëreshë da ora in avanti sono molteplici e abbracciano un’innumerevole quantità di temi; tuttavia in questo breve, viene trattato l’orto (Kopështi) del quale ogni gruppo famigliare allargato disponeva e utilizzava sin dalle ere in cui rivestivano le vesti di stradioti a difesa dei themati bizantini.

È noto che solo nel basso medioevo ebbero grande diffusione le droghe per insaporire i cibi per degustare sapori insoliti; a tal proposito è bene sottolineare che vi fu un forte incremento di ricette, alla ricerca della spezia più  rara, almeno per la porzione di popolazione più ricca che usava cibarsi dalla parte commestibile degli animali macellati da vivi.

Cosa non mancava in ogni pasto preparato, diversamente dalla carne, erano le erbe e gli ortaggi, giacché, di facile reperibilità, come lo diverranno le spezie per insaporire i cibi rnella maggior parte delle ricette, oltretutto, in quantità sempre crescenti e considerevoli.

I breve tempo le spezie da medicali divennero anche f alimentare per caratterizzare i cibi  di ogni genere cosi come detto e spiegato prima.

Quindi l’esperienza millenaria medica popolare grazie agli orti botanici, consente di ottenere naturalmente essenze indispensabili per la guarigione mediante le piante (Fitoterapia) e fornisce anche spezie, ingredienti, in tutto i sapori, per l’arte del cucinare.

Non vi è dubbio che la metrica con cui si realizzavano “orti botanici” è millenaria, essa risale per la nostra ricerca, ai tempi degli Stradioti, abituati, per strategie dell’epoca, ad innalzare  i loro piccoli avamposti isolati da ogni dove,.

Questo dato rendeva indispensabile costruire il loro presidio medico secondo l’antico modello, che poi nel XII secolo venne acquisito sin anche dalla scuola di medicina  Salernitana, con il noto giardino della Minerva.

Kopshti per gli arbëreshë ha assunto storicamente il ruoli di orto botanico, indispensabile presidio sanitari ove far germogliare una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici; l’attività era indispensabile per poter rispondere alle esigenze e le attività di guarigione, ottenute grazie alla realizzazione di infusi magie e preghiere, unica forma di arte tradizionale curativa.

L’attività curativa si articolava attraverso la Fitoterapia, guarigioni ottenuta con l’ausilio di piante, la Zooterapia, guarigione ottenuta mediante gli animali o loro derivati; entrambe erano associate a terapie Magiche/Spirituali, infusi, amuleti, riti e preghiere garantivano guarigioni che secondo i punti di vista dell’epoca erano complete e se ciò non avveniva, era segno che forze occulte superiori, avevano preso il sopravvento.

Sono i guaritori locali, gli utilizzatori di questi ingredienti, essi sono coloro che aiutano, trattano e danno soluzione a tutte le malattie e gli avvenimenti sotto la visione esoterica/spirituale.

Gli Uomini per la meteorologia e le malattie delle piante e terreni, le donne per la salute del genere umano; essi offrono un servizio fondamentale alla comunità locale e non solo.

La loro notorietà supera sin anche gli ambiti locali, giacché riescono a curare, a loro dire, oltre a emicrania, dolori generici, il mal vento, mal d’arco, mal di gola e problemi intestinali, essi trattano il malocchio, sia per via esoterica e sia per intercessione divina.

Gli orti sono sempre stati un elemento indispensabile nella vita degli insediamenti di regione storica, essi trovavano sistemazione nel centro abitato, e appena nella prima periferia, specie a ridosso o nei pressi delle fabbriche più rappresentative, secondo una classificazione sociale che in apparenza non esisteva, ma di fatto, divideva in tre categorie fondamentali la popolazione sin dai tempi di primo insediamento.

Lo stesso periodo in cui la chiesa si dilettava a immaginare crociate nei quadroni di Basiliano, Laticio e Ortodeo, con santi e icone che lasciavano spazio ai guaritori; tuttavia queste due tematiche religiose e sociali sono già state largamente dibattute nel corso degli innumerevoli safari storicistici, motivo per il quale al momento si preferisce lasciare la scena al loro dire.

 

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