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IL DICIANNOVE MARZO PER LA REGIONE STORICA ARBËRESHË

Posted on 18 marzo 2019 by admin

IL DICCIANNOVE MARZO PER LA REGIONE STORICA ARBËRESHËNAPOLI (di Atanasio Pizzi) –  Le stagioni all’interno della Regione storica Arbëreshë scandiscono le attività terrene secondo un legame inscindibile tra uomo, natura e credenza.

Un macrocosmo i cui protagonisti erano e sono a tutt’oggi l’uomo, i luoghi addomesticati e la variabile naturale, quest’ultima, ritenuta dalla credenza popolare a servizio dalle divinità.

Queste ultime nel periodo della semina erano chiamate in causa attraverso manifestazioni che  sfidavano il buono, rappresentato dalla raffigurazioni religiose e il male, il pagano, dando avvio a manifestazioni ben oltre i limiti del buon senso.

Tuttavia, a scandire lo scorrere del tempo nelle attività delle genti arbëreshë era racchiuso “nell’inverno” (Dimeri) e “l’estate” (Vera); uniche due stagioni a cui si legavano tutte le attività terrene e a cui si ispirava anche Aristotele nelle sue caratterizzazioni degli uomini; egli prediligeva, in quanto Greco, quanti vivevano negli ambiti collinari, in quanto le più strategiche e idonee per la formazione degli uomini, i detti luoghi forgiavano gli uomini e li rendeva più propensi alle attività produttive e alle arti, in quanto la stagione che iniziava il 19 marzo e terminava il 29 settembre, climaticamente più temperata consentiva la migliore crescita sociale, produttiva e artistica.

Lo stesso calendario con i dodici mesi, qui in seguito, riportato in arbëreshë, racchiude questo teorema, in altre parole non è altro che l’espressione condivisa di due tappe temporali, la prima alimentata dalla luce del sole, la rinascita, e la seconda il buio la notte, priva di luce, la natura che si riposa.

Per gli Arbëreshë queste tracce le ritroviamo attraverso le attività Kanuniane, ligie alla socializzazione, alla produzione e il passaggio di testimone, alle nuove generazioni.

L’estate e l’inverno, che rispettivamente iniziano e terminano il 19 di Marzo, il giorno di San Giuseppe e il 29 settembre giorno di San Michele sono due momenti in cui le allegorie all’interno della regione storica diffusa, si ripetono identicamente in ogni dove con riti propiziatori, in cui il pagano, quello che offrirà il sottosuolo (gli Inferi), si armonizza con il cielo (il Divino) per rendere vivibile la vita degli uomini sulla terra (il Purgatorio).

  • GennaioJamari – Mese dedicato a Ianus (Giano), Dio bifronte, che segnava simbolicamente il passaggio dal vecchio al nuovo anno;  Ianuain latino significa “porta”.
  • Febbraio – Fjovarideriva da februa  “purificazione”, il mese in cui si praticano le attività per la purificazione dei campi prima della semina.
  • Marzo – Marsi o Shën SepaMese dedicato a Marte, dio della guerra o il mese dell’Equinozio di Primavera cade generalmente alla fine della seconda decade di Marzo a tal proposito è bene citare un antico detto: (S. Giuseppe il -19 marzo porta il candeliere in cielo perché sarà il sole ad illuminerà l’estate.
  • Aprile – Prilj dall’etrusco Apru, Afrodite dea greca e prima ancora, fenicia: essa rappresenta la dea della forza vitale, sotterranea, che induce le gemme a fiorire.
  • Maggio – Maji il mese di Maia, dea della fertilità, era in questo mese che nell’antichità si praticavano i rituali mirati alla fertilità dei campi e si apponevano amuleti per allontanare il malefico.
  • Giugno – Querishtua o Curishtuail mese dedicato alla dea Iuno, cioè Giunone; tuttavia è anche il mese delle ciliegie (quèrshi) e dalla mietitura (Cuermi), tagliare accorciare, raccogliere il grano.
  • Luglio – Lionarj – Dedicato a Gaius Iulius Caesar, Giulio Cesare,
  • Agosto – GushtiDedicato a Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus, l’imperatore Ottaviano Augusto.
  • Settembre – VjesgtSettimo mese dell’antico calendario di Romolo che vedeva settembre come settimo mese da marzo, e per alcune culture la numerazione si dilunga sino al dodicesimo mese dell’anno; tuttavia in questo mese cade l’Equinozio di Autunno (22 o 23 Settembre) nel quale il Sole sorge esattamente a Est . Va in oltre ricordato che: “San Michele -29 settembre- porta il candeliere dal cielo, per illuminare l’inverno degli uomini”.
  • Ottobre – Shën Mitri o Vreshëtottavo mese dell’antico calendario di Romolo, gli arbëreshë attribuiscono a questo mese anche significati consuetudinari/religiosi legati alla raccolta delle uve, da qui Shën Mitri o Vreshët.
  • Novembre – Shën Mërtini o Vereth nono mese dell’antico calendario di Romolo gli arbëreshë attribuiscono a questo mese anche significati religiosi e legati alla maturazione del vino da qui Shën Mërtini o Vereth.
  • Dicembre – Shen Ndreu – decimo mese dell’antico calendario di Romolo esso rappresenta anche la fine del Solstizio d’Inverno che cade il 21 o il 22 Dicembre. In questi tre mesi ultimi mesi il Sole nel cielo è stato sempre più basso ed il suo percorso sarà sempre più breve.

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